Nessuno parla,nessuno scrive ma, intanto i giorni passano. Sembra essere stato ieri quando il governo regionale metteva in primo piano il rilancio del comparto forestale siciliano. altri tempi possiamo dire, visto la totale assenza di comunicazioni e risposte certe in ottica di quel cambiamento che doveva portare allori alla platea di gente che vive di lavoro forestale.

Che il popolo forestale non sia stato mai amato più di tanto lo si sapeva  dai “tempi dei calici di legno” ma certamente tutta questa passività e negligenza verso  tante famiglie è veramente penoso. Il fatto che si siano iniziati i viali parafuoco e una parte di operai abbiano messo piede nei cantieri ha rallentato i bollori di tanta gente che chiedeva il cambiamento e la voglia di pensare in grande. Sogni di gloria che sono stati accantonati per poche giornate, in attesa di capire e attendere le decisioni sempre degli altri, con una vita da precari che ormai si porta fino alla fine della propria “carriera”. Nessuno si affianca ai lavoratori con i fatti, tutti bravi a parlare e mettere in evidenza quando si cerca un qualcosa che solo il forestale può e sa dare, e su questo nessuno può obiettare.

In altre regioni d’Italia si assiste ad un sistema diverso e migliorativo rispetto a quello siciliano, forse dovuto al numero di operai in meno e sembra che il tutto funzioni anche con un miglior dispiego di giornate,mezzi e voglia di cambiare visto il recente passato sui roghi dolosi o meno che hanno colpito l’intera penisola. Prevenzione lodata in Toscana in questi giorni, unico sistema per ottemperare i danni con attività immediata in campo,  per fronteggiare la prossima estate. In Sicilia si combatte ancora  con la realtà di tre fasce occupazionali da avviare singolarmente e con tempi diversi, e/o in presenza di fondi o meno, con screzi tra gli stessi operai che si contendono la posizione in graduatoria e/o aspettare che il collega vada in pensione o passi all’aldilà per inserirsi al suo posto……

Modi di vedere e di gestire il sistema in modo anomalo, nella perenne speranza che chi detta legga possa essere cosciente e capire che queste situazioni sono di bassa lega e il lavoro debba essere sistema trainante di tutto il motore siciliano, proprio perché se non lavora l’operaio, non lavora il commerciante del piccolo paese e non lavora il grossista e non lavora l’industria, in una catena di Sant’Antonio che è stata e che sarà sempre così… !

Antonio David  –  ForestaliNews

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