L’ex imprenditore di Bivona e testimone della Giustizia, Ignazio Cutrò, annuncia gesti eclatanti, anche fino all’estremo del suicidio, perché, peraltro dopo la recente revoca della protezione ai propri familiari e la conseguente sua rinuncia alla tutela personale, ha ricevuto un atto di precetto della Banca Popolare Sant’Angelo che intima a Cutrò di pagare un debito di circa 60mila euro, oltre more ed interessi, entro e non oltre il 19 agosto prossimo. Lo stesso Ignazio Cutrò afferma: “E’ stato accertato, con documenti ufficiali degli organi dello Stato, che la mia impresa edile è stata chiusa per i debiti accumulati dopo le denunce per le estorsioni subite. Chiederò dunque ai responsabili della banca il blocco della precettazione. Già nel 2016 UniCredit mi ha congelato un debito nettamente superiore a quello maturato con la banca Sant’Angelo”.

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