Secondo alcune fonti accreditate dai principali quotidiani italiani, la Procura della Repubblica di Agrigento non aveva alcuna competenza territoriale ad aprire l’inchiesta sul ministro dell’Interno Matteo Salvini per il presunto sequestro di migranti presso il porto di Catania. A queste conclusioni sarebbe arrivato il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi che escluderebbe anche  le varie ipotesi di reato, contenute nelle 50 pagine che gli ha inviato il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, per tentare il colpaccio, quello di incriminare un ministro della Repubblica, nonché il capo del primo partito d’Italia.

 «Cinquanta pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati, 30 anni di carcere come pena massima. Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza. Contate su di me, io conto su di voi», ha scritto su Twitter Salvini. Il possibile epilogo di questa vicenda giudiziaria su Italyflash lo avevamo anticipato nell’articolo che segue: http://www.italyflash.it/2018/08/28/ecco-lesposto-formale-presentato-contro-il-procuratore-che-ha-denunciato-il-ministro-salvini-e-stato-protocollato-in-cassazione-alla-procura-di-caltanissetta-ed-al-ministero-della-giustizia/ , in cui è riportato il testo di una dettagliata denuncia di Francesco Bongiovanni, presentata in Cassazione, nonché presso la Procura di Caltanissetta ed il Ministero della Giustizia.

La competenza ad individuare eventuali reati commessi al porto di Catania, era e rimane della Procura di Catania e non di quella di Agrigento. Mentre rispetto ai reati contestati se non fosse che si tratta di un’azione giudiziaria il tutto ha dell’incredibile.

Sono stati prospettati 30 anni di carcere per un ministro la cui unica colpa è quella di avere avviato una trattativa con l’Unione Europea per redistribuire, secondo quanto previsto da precisi accordi, i 177 migranti che si trovavano a bordo della nave della Guardia Costiera.

L’ispezione da parte del Ministero della Giustizia presso la Procura agrigentina, di cui abbiamo scritto nel servizio: http://www.italyflash.it/2018/09/01/arrivano-gli-ispettori-ministeriali-presso-la-procura-che-ha-denunciato-il-ministro-salvini/, è a questo punto quanto mai indispensabile per far luce sulle vere motivazioni che hanno spinto il suo capo a compiere questo passo contro il ministro Salvini. Anche per fugare una serie di sospetti relativi a delle inchieste sui migranti, sui rifiuti o sull’attuale sindaco di Agrigento che, secondo alcuni avvocati e politici agrigentini, sembra siano state insabbiate.

Si sostiene inoltre  che la vicenda dei migranti della Diciotti è stata una prova muscolare di una corrente della Magistratura schierata contro l’attuale Governo.

Od ancora, stando sempre sul si dice, tanto per rimanere in un ambito più ristretto, quello agrigentino, si sostiene anche che il polverone mediatico-giudiziario, alzato a livello nazionale, serve a distrarre l’opinione pubblica ed anche gli organi ministeriali preposti al controllo dell’attività giudiziaria.

Salvatore   Petrotto

Rispondi