Il depuratore consortile versa in uno stato critico. Autorizzazioni mancanti, strutture degradate: Ias finisce sul banco degli imputati. L’impianto che riceve e depura i fanghi della zona industriali ed i reflui di diversi Comuni della zona è ufficialmente un osservato speciale.
Convocati per un tavolo tecnico dal sindaco di Priolo, Pippo Gianni, i primi cittadini di Augusta (Cettina Di Pietro) e Melilli (Giuseppe Carta) hanno analizzato con grande cura la relazione tecnica impietosa redatta dagli uffici comunali. All’incontro era stato invitato a partecipare anche il Comune di Siracusa che, però, non si è presentato con alcun rappresentante.
Dai controlli effettuati da Comune di Priolo Gargallo, Arpa e Libero Consorzio Comunale di Siracusa è emerso che attualmente è sprovvisto di due importanti autorizzazioni: quella allo scarico (scaduta nel 2014) e quella alle emissioni linea fanghi (DM gennaio 2014).
Il depuratore consortile è in esercizio ma per i tecnici intervenuti versa in condizioni di avanzato degrado. “Il calcestruzzo armato delle vasche si presenta ammalorato con i ferri di armatura a vista e macro fessurazioni che lasciano presagire la totale assenza di manutenzione; le passarelle sono pericolanti e necessitano di una messa in sicurezza al fine di salvaguardare l’incolumità dei lavoratori; la stazione dell’acido solforico versa in condizioni di avanzato stato di deterioramento”.
Nella relazione tecnica viene anche evidenziato che l’impianto è dotato di un sistema di convogliamento e abbattimento delle sostanze odorigene che però non è mai entrato in esercizio, eccezion fatta per il sistema di nebulizzazione Nalco che “da solo risulta inefficace”. Stando così le cose, c’è chi si spinge ad ipotizzare persino un rischio sequestro per il depuratore consortile.
Per poter garantire la sicurezza dei cittadini che vivono nelle aree a ridosso dell’impianto viene richiesta l’adozione del sistema relativo all’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) anche per Ias insieme all’applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT) per limitare le emissioni diffuse provenienti dall’impianto.

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