Tutti gli uomini del ‘Sistema Montante-Musumeci’: Catanzaro, Collura, Brandara, Tornabene, Caleca, Ferrara…

A giugno dello scorso veniva revocato all’ing. Carmelo Viavattene l’incarico di vice direttore generale dell’IRSAP, l’istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Bisognava spianare la strada all’attuale direttore generale, Gaetano Collura

che, malgrado sia un dirigente di terza fascia, di rango inferiore al Viavattene, diventava il fac-totum di questo ente creato per soddisfare gli appetiti di alcuni ben individuati ‘prenditori’ di Confindustria Sicilia. Ma ciò che allora più contava e che, a quanto pare conta ancora, grazie all’attuale presidente della Regione Nello Musumeci, era ed è il fatto di appartenere al cosiddetto Sistema-Montante’ ! La stessa cosa dicasi per il dirigente della Programmazione dei Fondi Europei, Dario Tornabene, anch’egli uomo di Montante. Stesso discorso vale per l’ex assessore regionale di Crocetta ed avvocato difensore, in tutti i sensi, sempre del Montante, Nino Caleca,

designato da Musumeci per ricoprire la carica di giudice al CGA. Caleca collabora inoltre da 19 anni con la rivista “Rassegna amministrativa siciliana” edita dalla Dibi srl di Bagheria, società di cui Montante detiene il 50 per cento. E la lista delle donne e degli uomini di potere che erano culo e camicia col Montante, reclutati e/promossi dall’attuale Governo Regionale, possiamo continuarla all’infinito. La Brandara, una sorta di ‘perpetua’, donna totalmente asservita al Montante, ad esempio, malgrado sia bersagliata da una gragnola di inchieste giudiziarie, non riescono a schiodarla dallo scranno più alto dell’IAS, la società a partecipazione regionale che gestisce il depuratore più grande d’Europa, quello di Priolo. Il Collura, addirittura, non solo rimane lì a fare il direttore generale dell’IRSAP, ma difende, con le unghia e con i denti, questo suo incarico aggiuntivo da 100 mila euro l’anno, dall’assalto dei Grillini che, all’Assemblea Regionale Siciliana, hanno presentato un disegno di legge per abolire l’IRSAP e di conseguenza per togliergli questa lauta prebenda. Ricordiamo inoltre, a beneficio del Parlamento e del Governo Regionale, per la verità un po’ troppo distratti che, ad esempio, a far fuori l’ing.Viavattene da vicedirettore è stata proprio Maria Grazia Brandara, quando agiva nella sua qualità (?) di commissario straordinario dell’ente che gestisce tutte quante le aree industriali dell’Isola. Anche la Brandara, attualmente sotto inchiesta presso la Procura di Caltanissetta, per associazione a delinquere, corruzione ed altro, come si evince da delle puntuali intercettazioni ambientali, ricopriva quel suo prestigioso incarico, la cui legittimità è al vaglio delle Autorità Giudiziarie, grazie ovviamente ad Antonello Montante. Fu allora il dirigente dell’assessorato regionale delle attività produttive Alessandro Ferrara

a firmare ed a notificare delle pesantissime note di contestazione relative all’operato del Viavattene. Ironia della sorte il Ferrara risulta essere uno dei 23 imputati nel processo ‘Double face’, a carico oltre che del Montante, anche di personaggi eccellenti, quali l’ex comandante di Stato Maggiore dei Carabinieri, Arturo Esposito e l’ex presidente del Senato Renato Schifani.

Ferrara, ossia il ‘carnefice’ di Viavattene, proprio in questi giorni, esattamente il 7 dicembre, verrà sentito presso il tribunale di Caltanissetta, assieme al colonnello della Guardia di Finanza, Gianfranco Ardizzone, anche lui alla sbarra per aver fatto parte di una rete di spioni che pilotavano accertamenti ed inchieste giudiziarie, per favorire l’ascesa della lobby di confindustria Sicilia che faceva capo ad Antonello Montante. Nel frattempo, mentre disquisiamo di Montante e della sua banda, il valente commercialista Giovanni Perino, con studio a Palermo in via Pacini n° 12, rimane appiccicato sulla poltrona di commissario straordinario dell’IRSAP (pare che sia parente dell’ex ministro Angelino Alfano). Chi invece se ne è andato via sdegnato, sbattendo la porta prima a Crocetta ed ora a Musumeci, in piena rotta di collisione col sistema che possiamo tranquillamente ribattezzare ‘Sistema Montante-Musumeci’, è stato invece Gioacchino Orlando. E’ uno dei pochi ad essersi dimesso persino da dirigente dell’Assessorato delle Attività Produttive, lasciando che anche Musumeci, così come prima Crocetta, e prima ancora Lombardo e Cuffaro, vada a sbattere a muro. Quanto sia ipocrita Nello Musumeci, lo dimostra il fatto che il 28 settembre scorso il suo dirigente Salvo Cocina ha firmato un decreto di conferimento dei rifiuti a favore della famiglia Catanzaro da Siculiana, presso la loro(?) mega bomba ecologica della capienza di 3 milioni di metri cubi, che secondo il Ministero dell’Ambiente è fuori norma da sempre. In altri termini quello che i magistrati di Caltanissetta considerano il ‘re delle discariche’, Giuseppe Catanzaro,delfino di Montante, sotto inchiesta per associazione a delinquere, corruzione ed altro l’anima gemella di Antonello Montante, suo delfino e successore alla presidenza di Confindustria Sicilia, attualmente sotto inchiesta per associazione a delinquere, corruzione, finanziamento illecito ai partiti e per tanto altro ancora, è ancora il padrone di casa a Palazzo D’Orleans! Quanti sono ancora inoltre i burocrati che circondano Musumeci e che hanno consentito, impunemente, di sommergere di incarichi legali il fior fiore dei principi dei vari fori siciliani. Si tratta di centinaia di parcelle del valore di qualche centinaio di milioni di euro, che sono state in parte liquidate e che assicureranno un futuro roseo e di grande prosperità anche ai figli ed ai nipoti dei diretti beneficiari. Ci riferiamo ad esempio, all’insigne professore universitario, Massimiliano Marinelli; od ancora al tanto discusso e discutibile Antonio Fiumefreddo,

anch’egli avvocato di Montante; specie quando doveva difendergli gli affari legali più ‘pruriginosi’. Questo funambolico e poliedrico personaggio non ha bisogno di essere dipinto a tinte fosche; per lui parlano i fatti e le sue indimenticabili dichiarazioni pubbliche, risalenti a quando si divideva tra la direzione di Riscossione Sicilia e la carica di ‘magifico rettore’ della Link Campus University di Roma. Altri soggetti incaricati dentro IRSAP sono l’avvocatessa Annalisa Petitto e dulcis in fundo l’avv. Alfredo Galasso,

oltre che l’immancabile amico e collega della famiglia Alfano, Andrea Gemma. L’IRSAP più che un istituto per lo sviluppo delle attività produttive sembra ancora una specie di ‘incarichificio legale’ di lusso, riservato a quei pochi privilegiati del ‘Sistema-Montante’; mentre  ancora in tanti ci marciano con certe faccende che di legale, per la verità, hanno ben poco! Ma è sull’ex parlamentare Galasso e sull’intimo amico di Angelino Alfano e della di lui moglie, l’avvocatessa Tiziana Miceli,

una sorta di record-woman degli incarichi pubblici (ne ha collezionato alcune migliaia!), che ci sarebbe da fare un discorso a parte. Basta spostarsi verso Trapani per incocciare la storia di Antonello Montante con quella della famiglia Patti e della Valtur che si lega a quella della distilleria della signora Bertolino, che era la più riverita cliente del Galasso, oltre che cognata di Angelo Siino, detto Bronson, nonchè ministro dei lavori pubblici di cosa nostra.

Sia Galasso che Gemma hanno avuto infatti un ruolo non indifferente, riguardo alle controverse vicende che hanno portato alla recente confisca di un miliardo e mezzo di euro di beni della Valtur. Ma questa, come si è soliti dire in questi casi, è un’altra storia o, se preferite, sempre la stessa storia, fatta di intrighi, veleni, depistaggi e falsi giustizialisti, più o meno pentiti. Recentemente sono i magistrati di Caltanissetta a farsi carico di scoperchiare questi terribili pentoloni maleodoranti, quali quelli relativi alla strage di via D’Amelio, al caso Saguto ed al caso Montante. Storie che riguardano, tutte quante, delle autentiche carogne di Stato che purtroppo, ancora oggi, continuano a cuocere a fuoco lento, od attraverso delle micidiali fiammate mediatico-giudiziarie, chiunque osa contrastare le loro attività eversive, finalizzate a perpetrare delle sempre più sofisticate schiavitù, le cui connotazioni sono mutevoli; ma che sono sempre riconducibili ad una sottocultura feudale e mafiosa.

Il ‘Sistema-Montante’ docet…