Da quando è iniziata la ‘presunta’ raccolta differenziata dei rifiuti a Palermo l’immondizia rimane nelle strade per giorni e giorni. Accompagnata dalla ‘generazione spontanea’ di discariche a cielo aperto, tra mobili abbandonati, piatti, letti, materassi, cuscini. Fino ad oggi i 1840 dipendenti della RAP – la società comunale che si occupa di rifiuti – sono stati pagati. Ora sono a rischio le retribuzioni. Ma per i palermitani cosa cambierebbe? 

Dicono che la rete non informa i cittadini. Perché non è controllata e perché i cittadini scrivono quello che gli passa per la testa. Se, però, analizziamo quello che succede a palermo da quando è iniziala la ‘presunta’ raccolta differenziata, beh, ci accorgiamo che le cose stanno esattamente al contrario: è la rete, infatti, che descrive la realtà, mentre la ‘Grande informazione’, a cominciare dalla Tv non informa.

Certo, Palermo non è la Roma di Virginia Raggi, alla quale – sempre nel nome della ‘Libera informazione’ – la ‘Grande informazione’ va a fare il pelo e il contropelo. Però è un fatto che nessun grande organo di informazione ha ancora raccontato cosa succede a Palermo da quando la raccolta differenziata dei rifiuti si è trasformata in una barzelletta.

Sulla propria pagina Facebook il dirigente generale del dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione, ingegnere Salvo Cocina, scrive:

“Altro balzo in avanti della raccolta differenziata in Sicilia! Gli ultimi dati ufficiali del Dipartimento rifiuti, appena elaborati, confermano che nel mese di settembre la RD ha superato quota 35%! Il dato è ancora più alto se si escludono le città di Palermo e Catania attestate mediamente al 10%”.

C’è l’ammissione, ufficiale, che a Palermo e a Catania la raccolta differenziata è un disastro (sarebbe interessante capire cosa c’è dietro il 10% di raccolta differenziata di Palermo e Catania: ma lasciamo perdere).

Sempre su Facebook, qualche post dopo, ecco cosa scrive il consigliere comunale di Palermo, Antonio Randazzo, che è anche capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale:

“NATALE AMARO ALLA RAP: A rischio tredicesima e mensilità dicembre

Ecco la nota di alcuni sindacati su RAP spa:

Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Filas su RAP spa:

A seguito dell’incontro sindacale tenutosi ieri presso la sede aziendale RAP di Piazzetta Cairoli con l’Amministratore Unico Giuseppe Norata, le scriventi OO.SS hanno appreso la notizia che l’azienda non ha le risorse economiche per pagare le retribuzioni di dicembre e per poter onorare i pagamenti dei contributi, dei fornitori, dei manutentori e della previdenza complementare.
Allo stato attuale infatti il comune è in ritardo di due mesi con il pagamento dei ratei del contratto di servizio ma anche, di ulteriori fatture per servizi resi e non pagati per un ammontare complessivo di circa 40 milioni di euro, questo il credito vantato dall’azienda.

Si è pertanto assunta la decisione di mantenere aperto un tavolo permanente a cui oggi ha preso parte il Vice Sindaco Sergio Marino che ha confermato le difficoltà economiche dell’Amministrazione Comunale ma ha anche aggiunto che la stessa è in attesa di ricevere risorse dal governo nazionale che consentirebbero di superare questa fase di criticità.

Nonostante le rassicurazioni del Vice Sindaco, l’assenza di una data certa, innanzitutto, del pagamento delle retribuzioni sta già creando malumori tra i lavoratori. Ricordiamo che in questi ultimi anni il numero dei lavoratori è passato da 2450 epoca Marino, ai 1840 di oggi, buona parte degli autocompattatori continuano ad essere inefficienti e non sicuri, i dispositivi di protezione individuale non sono stati interamente distribuiti ed i servizi sono stati regolarmente espletati con grande senso di appartenenza e responsabilità.

Le OO.SS concludono affermando che prendono atto delle attuali criticità, restano in attesa di acquisire nelle prossime ore buone notizie da parte dell’Amministrazione Comunale, ma non escludono al perdurare delle attuali condizioni il rischio di difficoltà oggettive nei servizi di raccolta.

Intanto Bonagia affonda nei rifiuti”.

Apprendiamo, così, che la società controllata dal Comune di Palermo che si occupa della raccolta dei rifiuti – la RAP – può contare su 1840 dipendenti.

Da qui la domanda: mille e 840 persone, da mesi, non riescono a tenere pulita una città? In realtà, con tutto il rispetto per i sindacati, a Palermo le “difficoltà oggettive” le vivono i cittadini, visto che l’immondizia non raccolta e le discariche che sorgono qua e là sono la regola.

E adesso mancano pure i soldi per pagare gli stipendi.

Ci chiediamo e chiediamo: se la città di Palermo è da mesi con l’immondizia per le strade con gli stipendi pagati ai mille e 840 dipendenti che cosa cambierebbe se dovessero mancare i soldi?

 

fonte http://www.inuovivespri.it/2018/12/19/a-palermo-trionfa-la-munnizza-e-adesso-mancano-anche-i-soldi-per-pagare-chi-la-raccoglie-mattinale-226/#okoRKKWQTw8b3Pbh.99

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