Quando si fa sindacato sul serio, non ci si ferma neanche a Natale. E’ il caso di Rosetta Vaccaro, segretaria del CIMO, il sindacato dei medici e di tutti quanti gli operatori sanitari. Come spesso capita in tutte le Pubbliche Amministrazioni è a ridosso delle festività, quando di solito tutti quanti sono un po’ distratti, che il solito ‘qualcuno’, specie in un settore assai delicato qual è la sanità, ne approfitta continuando a sfornare delibere su delibere, della cui opportunità, o peggio ancora illegittimità, nessuno rischia di accorgersene. Nel caso dell’ASP di Agrigento, al clima natalizio si è aggiunto anche un periodo di vacatio, dovuto all’avvicendamento tra vecchio e nuovo commissario straordinario. In attesa che si insediasse il dott. Giorgio Giulio Santonocito, al posto del dott. Gervasio Venuti, diventato commissario di Girgenti Acque, approfittando di una ventina di giorni di interim, nella sua qualità di ‘facente funzioni’, il dott. Silvio

Lo Bosco, coadiuvato dal direttore amministrativo, dott. Francesco Paolo Tronca, si è davvero sbizzarrito! In questi giorni vi abbiamo già dato contezza di una proroga illegittima, quella del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Carmelo Alaimo, pagato 4 mila ed 800 euro al mese ma che, essendo un soggetto esterno all’Amministrazione Sanitaria, secondo quanto ribadito anche dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), il suo incarico non poteva essere conferito e, men che meno, prorogato. Eppure il 18 dicembre scorso Lo Bosco e Tronca, con la delibera n. 2515 hanno assicurato all’Alaimo un altro anno di attività, malgrado le denunce del CIMO, inoltrate alla Procura della Repubblica ed alla Procura della Corte dei Conti, riguardanti proprio il conferimento dell’incarico in questione. Lo stesso giorno, sempre il Lo Bosco ed il Tronca, hanno pubblicato anche una delibera, la n. 2488, contenente un bando che prevede una spesa di oltre 80 mila euro, per l’acquisto di materiale per Emodinamica, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Interventistica. Vi state forse chiedendo qual è la stranezza di quest’altro piccolo ‘capolavoro’ burocratico-amministrativo, visto che i due ci hanno abituato ad altre sospette operazioni di dimensioni ben più rilevanti. Ci riferiamo alla svendita del valore di 3 milioni di euro, 5 appartamenti di pregio a Roma ed a Palermo, frutto di una donazione; uno nella

disponibilità del regista Michele Guardì ed altri due occupati dalla mamma di Alessandra Mussolini, la sorella di Sophia Loren, praticamente regalati, con regolare atto notarile, il 7 novembre scorso, ad un certo Giuseppe Messina da Casteltermini, amico e compaesano del celebre regista della RAI. Cose di cui vi abbiamo parlato diffusamente su: http://Italyflash.it. Ma ritorniamo alla fornitura di materiale ospedaliero di cui sopra. Esso sarebbe destinato a dei reparti, recentemente visitati dai Carabinieri del NAS, perché non sono mai entrati in funzione. Ma c’è di più! Di questa tipologia di materiale l’ASP di Agrigento ha già i magazzini stracolmi e non sa che farsene, visto che la Chirurgia Vascolare è chiusa! Perché Lo Bosco e Tronca, hanno allora deliberato l’ennesima fornitura per questo reparto fantasma? C’è da sottolineare che sempre l’ASP, e sempre quest’anno, ha conferito un nuovo incarico per elaborare un progetto per la seconda o terza risistemazione, sempre della Chirurgia Vascolare. Il costo preventivato di questo ulteriore intervento è di oltre 500 mila euro. Si dovrà praticamente rimettere mano ad un reparto che, in teoria, doveva già essere funzionante qualche anno fa, visto che è stato inaugurato più volte ed in pompa magna!

Facciamo adesso un passo indietro. E’ il 12 dicembre quando, sempre in regime di vacatio, i nostri magnifici Lo Bosco e Tronca, pubblicano un bando ad evidenza pubblica, per ricoprire il posto che, sinora, è stato occupato, dopo 5 anni di proroghe, dal Dott. Massimo Bruno. Si tratta dell’incarico di dirigente amministrativo delle Risorse Umane (il vecchio ufficio personale per intenderci). La relativa delibera è la n. 2435; in essa si fa sempre ricorso all’ormai ‘famoso’ comma 2 dell’art. 15 septies del d.lgs. 502/92 e s.m.i che consente di assumere il personale della Pubblica Amministrazione, con contratto a termine, in maniera precaria. In teoria tutti coloro i quali sono muniti di laurea in Giurisprudenza e/o Economia e Commercio possono partecipare a questa selezione. Vedremo come andrà a finire.

Per chiudere vogliamo ‘deliziarvi’ adesso con ciò che succede presso l’Ospedale di Canicattì che, ogni giorno che passa, viene abbandonato a sé stesso, spogliato persino del personale, trasferito altrove, per motivi squisitamente ‘politici’. C’è un certo Carmelo Pullara, deputato regionale di Licata, già dirigente dell’Azienda Sanitaria agrigentina che ha deciso, per esempio, di dirottare medici ed infermieri dell’Ostetricia e della Ginecologia di Canicattì a Licata, per far funzionare il punto nascite e farsi bello con i suoi concittadini. Anziché assumere nuovo personale per il nosocomio di Licata, il Pullara e chi non può fare a meno di seguire i suoi diktat, praticamente sta contribuendo, in maniera scandalosa, a far chiudere l’Ospedale di Canicattì che il suo

direttore, Giuseppe Augello, vorrebbe trasformare in una struttura solo per lungo degenti. Tanto è vero ciò che non sono stati nominati i responsabili dei reparti di Cardiologia, Ostetricia e del Pronto soccorso, mentre lui, e solo lui, il nostro Augello, assomma su di sé la carica di direttore della Medicina, direttore del Dipartimento e quella di Direttore Sanitario, versando in tal modo in dei palesi conflitti d’interesse.

Anche riguardo a questa gravissima situazione, il 14 dicembre, è stata inoltrata una regolare diffida agli organi competenti, da parte della segretaria provinciale del CIMO, la Dott.ssa Rosetta Vaccaro, indirizzata all’Assessore Regionale alla Salute, Ruggero Razza, al Commissario Straordinario dell’ASP di Agrigento, al Direttore del Dipartimento Materno infantile, Dott. Salvatore Incandela, alla Dr.ssa Beatrice Salvago, Responsabile Anticorruzione e Trasparenza ed ai Revisori dei Conti dell’ ASP di Agrigento. Lettera-diffida che riportiamo integralmente.

OGGETTO : Diffida e richiesta di ritiro nota prot. 203883 del 11/12/18 avente ad oggetto – “Richiesta disponibilità a tutti i colleghi ginecologi (P.O Agrigento e Canicatti) ad effettuare turni presso punto nascita di Licata”.

La Segreteria Cimo Agrigento, dopo lettura della nota prot. 203883 del 11/12/18 i cui termini e modi sicuramente non sono improntati a una corretta e puntuale comunicazione tra le parti di una Pubblica Amministrazione, fa rilevare quanto segue:

– il Dipartimento Materno Infantile è un dipartimento funzionale e quindi non ha prerogative sulla gestione e mobilità del personale ;

– la carenza di personale del Punto Nascita di Licata non è una emergenza, lo stesso è stato riaperto, dopo

ristrutturazione, da circa un anno per imposizione politica senza personale numericamente adeguato ad assicurare la turnazione H24. Questa Segreteria, già allora a causa della carenza di personale aveva chiesto, al Commissario pro tempore, di posticipare l’apertura fino ad adeguamento della dotazione organica, ma forze diverse dal sindacato ne hanno imposto l’ apertura significando che al più presto sarebbero arrivati i medici con scorrimento di graduatorie già esistenti o incarico, ma dopo un anno il Punto Nascita di Licata continua a funzionare con personale di altre strutture in regime di prestazioni aggiuntive con costi esosi per l’Azienda ed un elevato Rischio Clinico. Per quanto sopra esposto, la Segreteria Aziendale CIMO Agrigento, per conto dei dirigenti medici iscritti, DIFFIDA Il Direttore del Dipartimento Materno Infantile ad astenersi, per inefficacia di autorità sulla gestione e mobilità del personale, di impartire disposizioni di servizio e l’Amministrazione a volere provvedere all’implementazione della dotazione organica di personale medico, del punto nascita di Licata, seguendo le regolari procedure amministrative (mobilità , incarichi a tempo determinato ecc…) per la copertura dei posti vacanti , senza ricorrere a procedure straordinarie, quali le prestazioni aggiuntive utili a garantire situazioni di urgenza e non la gestione a lungo termine di una struttura, con aggravio di spesa per l’Azienda. Tanto si doveva . – Firmato: Il Segretario Aziendale CIMO di Agrigento Dott.ssa R. Vaccaro

Come si può notare, assicurare i livelli minimi di assistenza sanitaria, in un territorio qual è quello agrigentino, in cui il politico di turno fa e disfà senza alcun criterio, diventa impossibile. L’appello, a questo punto, lo rivolgiamo sia all’Assessore Regionale alla Salute, Ruggero Razza che al Presidente della Regione, Nello Musumeci. Non potete obbedire tutti quanti, sempre e comunque, alla logica del campanile ed alla solita becera cultura clientelare, che cozza in maniera devastante, non solo con la meritocrazia, ma sfocia anche nell’arbitrio più assoluto. Quando parliamo di sanità, voi che governate la Sicilia, ricordatevi che le vittime della vostra gestione, assolutamente fuori controllo ed al di là do ogni norma di legge e/o deontologica, siamo tutti quanti noi, quotidianamente alle prese con strutture dove assai spesso ci lasciamo la pelle! Non possiamo continuare a tollerare che il servizio sanitario pubblico continui ad essere un esclusivo centro di potere e di saccheggio per chi, di volta in volta, deve costruirsi le sue fortune politico-elettorali; possibilmente di concerto con chi gestisce, in maniera scellerata, se non proprio illegale, le risorse umane della sanità agrigentina ed è dedito ad atti corruttivi, finalizzati a razziare ingenti finanziamenti pubblici che, invece, dovrebbero essere utilizzati per la tutela della nostra salute, in modo più corretto ed onesto.

Salvatore Petrotto

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