L’ASP di Agrigento sta procedendo all’assunzione di 15 impiegati di categoria D, attingendo ad una graduatoria ‘incriminata’ di un concorso ‘stravecchio’, risalente addirittura al 1998, finito al centro di un procedimento penale, conclusosi nel 2017 e che ha visto, quali principali imputati, l’attuale deputato regionale di Diventerà Bellissima’, Giusy Savarino e suo padre Armando, all’epoca dei fatti, dirigente sanitario. La Corte dei Conti ha condannato il Savarino padre al pagamento di 10 mila euro, per danni all’immagine dell’ASP di Agrigento, confermando l’impianto accusatorio della procura retta da Gianluca Albo. La vicenda risale al periodo elettorale del 2001 e 2006, quando il Savarino, secondo quando si legge nel dispositivo della sentenza, «aveva operato in violazione dei principi di correttezza ed imparzialità, come emerso dalle risultanze del processo penale, promettendo, ai soggetti che a lui si rivolgevano, la formazione di una graduatoria a loro favore in cambio di voti per l’elezione della figlia». La diffusione mediatica della notizia del concorso ospedaliero truccato in cambio di favori elettorali – scrive la presidente del collegio, Luciana Savagnone, nella sentenza pronunciata con il consigliere Giuseppe Colavecchio e con il primo referendario Giuseppe Grasso ha fatto vacillare la fiducia riposta dai consociati nel corretto e imparziale funzionamento dell’apparato burocratico dell’ente di appartenenza, con implicazioni relative anche all’assetto politico della Regione, attestando una gravissima violazione delle regole poste a tutela di un governo democratico».

Quel concorso era finito al centro di una vera e propria bufera giudiziaria, ed il recente pronunciamento di condanna della Corte dei Conti, risalente all’ottobre del 2017, è la riprova che esso era stato bandito con l’esclusivo scopo di favorire il successo elettorale dell’attuale deputato regionale Giusy Savarino. Fare oggi ricorso proprio a quella graduatoria, per assumere 15 dipendenti da avviare ala carriera direttiva, che in qualche modo sono stati individuati, con logiche squisitamente clientelari ed al solo scopo di favorire l’elezione di un deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, ci sembra per la verità non solo una scelta inopportuna, ma oseremo dire ai limiti della decenza istituzionale. Quella graduatoria, infatti, è stata partorita, secondo quanto sentenziato nell’atto di condanna del padre della Savarino col solo scopo di ottenere “voti in cambio dell’elezione della figlia”. In sede penale, grazie anche ai tempi del processo che si sono dilatati all’infinito, i due Savarino ne sono usciti indenni. Mentre, sempre nei loro confronti, impietoso è stato il pronunciamento della Magistratura Contabile.

Eppure sembra che per l’ASP di Agrigento l’orologio della storia si sia fermato a vent’anni fa. Anche perché chi è la Savarino? E’ stata eletta deputato nel 2001 con Totò Cuffaro ed oggi è deputata, grazie al suo inserimento nel listino bloccato, dell’attuale presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Praticamente non è cambiato nulla! Neanche la graduatoria di questi ultimi 15 fortunati vincitori di concorso, alcuni dei quali sono sempre gli stessi raccomandati di allora e, tra questi, c’è anche l’ex sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. Stessi politici dei tempi d’oro del cuffarismo, stesse pratiche clientelari! Adesso favorite ed addirittura autorizzate dall’Assessorato Regionale alla Salute, come si legge in un documento ufficiale, inviato ad alcune organizzazioni sindacali, il 21 dicembre scorso, a firma del direttore delle Risorse Umane, Beatrice Salvago, del direttore amministrativo dell’ASP, Francesco Paolo Tronca, del direttore sanitario dott. Silvio Lo Bosco e del neo commissario straordinario, appena insediato, Giorgio Giulio Santonocito. Il Presidente della Regione, Musumeci, ha forse così inteso pagare il suo prezzo politico-elettorale alla Savarino, una sua fedelissima della prima ora, leader di ‘Diventerà Bellissima’ (ma quando mai!), che fa parte di quel personale politico perfettamente riciclabile, in qualsiasi ora e momento…

Di seguito riportiamo un significativo stralcio della comunicazione sindacale, da cui si evince il contenuto di questa ennesima ‘porcata’ amministrativa, a firma dei su menzionati responsabili dell’ASP di Agrigento:

“Con delibera n. 3687 del 26 novembre 1998 dell’allora AUSL di Agrigento, ora confluita nell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, è stato bandito un concorso pubblico per titoli ed esami a 13 posti di collaboratore amministrativo (categoria D), riservandone 4 per gli interni… Con successiva delibera della AUSL n. 3548 del 19 settembre 2001 è stata disposta la riduzione dei posti messi a concorso ad 11, senza alcuna previsione di riserva… Conclusisi i vari procedimenti penali con sentenze diventate irrevocabili alla fine del 2017, l’ASP di Agrigento ha formulato richiesta all’Assessorato della Salute in merito all’eventuale utilizzo della graduatoria del concorso bandito nel 1998 che, in riscontro alla stessa, con nota prot. 92513 del 13/12/2018, autorizzava l’ASP a porre in essere gli atti conseguenti all’utilizzo della graduatoria in argomento in deroga alla sospensione delle procedure di reclutamento così come previsto nella circolare prot. 61470 31/12 p.v., fatta salva una eventuale proroga legislativa. Per quanto sopra esposto il servizio per le Risorse Umane ha predisposto due distinti atti deliberativi, il primo di utilizzazione della graduatoria sino alla concorrenza delle 7 unità previste nel Piano triennale delle assunzioni 2017/2019, vincitori del concorso di che trattasi, il secondo di utilizzo della graduatoria stessa per la copertura degli ulteriori 8 posti individuati come vacanti e disponibili alla data del 31/12/2018”.

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