In riferimento ad un nostro articolo abbiamo ricevuto :

Oggetto: lettera di diffida per diffamazione

Con la presente Le scrivo in nome e per conto della mia assistita, On. Giuseppa Savarino, per diffidarLa dal proseguire con l’attività lesiva e dichiaratamente diffamatoria del diritto all’immagine, al nome, alla dignità e alla riservatezza della mia assistita, attività posta in essere dal blog in indirizzo “Italyflash.it”, attraverso la pubblicazione dell’articolo sì titolato “Da Cuffaro a Musumeci: Savarino padre (condannato), Savarino figlia (deputato) e la storia del concorso ‘truccato’…assunti all’ASP di Agrigento, dopo 20 anni, 15 dirigenti”.

Detto articolo, difatti, riporta notizie adoperando espressioni volutamente fuorvianti e ricostruzioni arbitrarie dei fatti al solo scopo di denigrare e screditare l’immagine prima ancora che l’operato della mia assistita.

Appare opportuno precisare che, contrariamente a quanto lascerebbe insinuare il summenzionato articolo, il procedimento penale ivi citato si è concluso con l’assoluzione dell’On. Savarino, assoluzione riportata con formula piena “perché il fatto non sussiste” e non anche per via del dilatarsi dei tempi processuali. A riprova di tale circostanza si evidenzia che a seguito di detta assoluzione non è neppure intervenuta impugnazione da parte della Procura della Corte d’Appello.

Sulla scorta di quanto precisato, con la presente diffido a rimuovere l’articolo in argomento, onde sospendere ogni attività delegittimante già intrapresa in danno della mia assistita.

Per l’eventualità che il tenore delle informazioni divulgate continuasse ad assumere i toni denigratori già adoperati, si rappresenta che questo Difensore ha già ricevuto mandato per adire le vie legali in sede civile e penale a tutela dei diritti della mia assistita.

Distinti Saluti

Firmato

Avv. Giuseppe Ferlisi

Rispondiamo

Le notizie riportate nell’articolo in questione  sono contenute nella sentenza di condanna del 2017, relativa al padre della Savarino. Condanna inflittagli dalla Corte dei Conti. A seguire, a beneficio dell’on. Savarino e del suo difensore, ci permettiamo di riportare, integralmente, un articolo di Agrigentooggi  in cui sono peraltro contenute ulteriori informazioni, relative ad una condanna penale per abuso d’ufficio e voto di scambio che, per la verità, ci era sfuggita, e che riguarda sempre Armando Savarino. I reati chiaramente sono stati commessi da Savarino padre, sempre per favorire l’elezione a deputato regionale di Savarino figlia.

“Dopo tentato abuso di ufficio e voto di scambio, arriva un’ altra condanna della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per Armando Savarino, padre di Giusy Savarino, oggi leader del movimento politico che sostiene la candidatura di Nello Musumeci a presidente della Regione (#diventeràbellissima). Savarino, all’epoca dei fatti, uomo forte della sanità agrigentina per essere stato per lungo tempo ai vertici dell’Azienda sanitaria di Agrigento, dovrà risarcire 10mila euro per il danno all’immagine dell’Asp di Agrigento.

Armando Savarino era incappato nell’inchiesta denominata “Concorsopoli” che travolse proprio la componente politica rappresentata da Savarino con le condanne in primo grado dello stesso Savarino, della figlia, ex onorevole dell’Udc, nonché inserita nel listino; dell’ex consigliere provinciale e segretario politico di Giusy Savarino, Calogero Gattuso. In appello la sentenza venne riformata e cancellata la condanna per l’ex deputata Udc.

Adesso interviene  per Armando Savarino la condanna decisa dalla Corte dei conti  per aver procurato danno all’immagine dell’Asl, confermando l’impianto accusatorio della procura retta da Gianluca Albo. La vicenda risale al periodo elettorale del 2001 e 2006: Armando Savarino, secondo la Corte, «aveva operato in violazione dei principi di correttezza ed imparzialità, come emerso dalle risultanze del processo penale, promettendo, ai soggetti che a lui si rivolgevano, la formazione di una graduatoria a loro favore in cambio di voti per l’elezione della figlia».

«La diffusione mediatica della notizia del concorso ospedaliero truccato in cambio di favori elettorali – scrive la presidente del collegio, Luciana Savagnone, nella sentenza pronunciata con il consigliere Giuseppe Colavecchio e con il primo referendario Giuseppe Grasso – ha fatto vacillare la fiducia riposta dai consociati nel corretto e imparziale funzionamento dell’apparato burocratico dell’ente di appartenenza, con implicazioni relative anche all’assetto politico della Regione, attestando una gravissima violazione delle regole poste a tutela di un governo democratico»

Le vicende elettorali delle regionali del 2001 entrarono persino nel contesto giudiziario dell’inchiesta Alta mafia e provocò allora uno scontro furibondo tra Armando Savarino e Vincenzo Lo Giudice con quest’ultimo che non gradì la candidatura della figlia di Savarino posta come rivale politico nello stesso territorio e con lo stesso bacino di voti tanto cari all’ex deputato canicattinese poi travolto dall’inchiesta Alta mafia”.

https://www.agrigentooggi.it/graduatoria-falsata-cambio-di-voti-per-la-figlia-giusy-condanna-per-armando-savarino/

Non accettiamo intimidazioni… E se l’avv. Ferlisi, in nome e per conto della sua assistita, Giusy Savarino, insiste nel chiedere la rimozione dell’articolo, saremo noi a rivolgerci alle autorità giudiziarie, per tutelare la libertà di parola e di informazione, sancita dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana

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