I titoli di Banca Carige restano sospesi a tempo indeterminato dalle negoziazioni di Borsa in quanto “i ridotti obblighi informativi al pubblico conseguenti al regime di Amministrazione Straordinaria non garantiscono la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori”. Lo ha deciso la Consob deliberando la sospensione “fino alla vigenza” dell’amministrazione straordinaria o al ripristino di “un completo quadro informativo” anche “in esito alle ulteriori eventuali iniziative” che assumerà la Bce.

Banca Carige è stata posta in amministrazione straordinaria da parte della Bce. Il cda dell’Istituto è decaduto, in seguito alle dimissioni di altri quattro consiglieri, tra cui il presidente Pietro Modiano e l’a.d Fabio Innocenzi, comunicata lo scorso 31 dicembre. Le autorità di vigilanza dovrebbero procedere alla nomina di una terna di commissari, tra cui lo stesso Modiano e Innocenzi, a cui affidare la messa in sicurezza della banca, scossa dal no della famiglia Malacalza all’aumento di capitale. Dietro richiesta di Carige, Consob ha disposto “la sospensione dalle negoziazioni dei titoli emessi o garantiti dalla Banca nelle sedi di negoziazione italiane”. L’Ue fa sapere di “monitorare da vicino gli sviluppi”, il governatore della Liguria Toti riferisce che il premier Conte “ha assicurato grande attenzione da parte del Governo alla vicenda”. I sindacati hanno chiesto un incontro ai commissari.

Fitd, bene commissariamento, avanti su fusione – La bocciatura dell’aumento di capitale di Carige “è la prova che il meccanismo di governo complessivo si è inceppato, per cui questo provvedimento è l’unica cosa che poteva essere fatta. Noi lo condividiamo in quanto servirà a portare avanti il progetto originario” che prevede l’ “aggregazione con un’altra banca”. Lo sottolinea all’ANSA il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone. “Siamo fiduciosi che i commissari, con il controllo delle autorità, porteranno avanti rapidamente questo progetto”.

La Borsa di Milano (+0,04%) rimonta nel finale e archivia sulla parità la prima seduta dell’anno, dopo la fine del quantitative easing. Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 253 punti base (250 venerdì scorso), con un rendimento del 2,69%. La giornata è stata caratterizzata, in linea con gli altri listini europei, dal nervosismo a causa dei timori sulla crescita cinese e mondiale. Si guarda anche alla situazione nel Regno Unito in vista del definitivo addio all’Europa per effetto della Brexit. Grande attenzione anche alle mosse di Usa e Cina sul fronte del commercio. Chiude stabile lo spread tra Btp e Bund a 253 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,69%. A Piazza Affari vola la Juve (+10%). In positivo anche i titoli legati al petrolio dove si mettono in mostra Snam (+3,1%), Italgas (+1,3%), Tenaris (+0,8%) ed Eni (+0,2%). In rosso le banche nel giorno in cui la Bce ha commissariato Carige e la Consob ha deciso di sospenderla in Borsa. In calo Bper (-2%), Intesa (-1,7%), Ubi (-1,6%) e Unicredit (-1,2%). Male anche il comparto auto con Fca (-0,9%) e Ferrari (-0,3%).

Le Borse europee chiudono deboli, dopo una seduta perennemente in territorio negativo. I listini del Vecchio continente, dopo aver ridotto le perdite con il recupero di Wall Street, risentono dei timori per la crescita della Cina e di quella mondiale. Si guarda anche alla situazione nel Regno Unito alle prese con l’accordo per la Brexit ed alle tensioni commerciali tra Usa e Cina. L’euro è in lieve calo sul dollaro a 1,1357 a Londra. L’indice d’area stoxx 600 cede lo 0,2%. In positivo Francoforte (+0,2%) e Madrid (+0,46%), piatta Londra (+0,09%) mentre è in controtendenza Parigi (-0,87%)

 

fonte ansa

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