Mentre l’agrigentino è ancora scovolto per la morte di Massimo Aliseo, padre di due bimbe la più piccola nata soltanto lo scorso 18 dicembre, le indagini per stabilire cosa abbia determinato l’esplosione della bombola di ossigeno proseguono. La porzione di capannone dove si è verificata la tragedia è rimasta sequestrata. Il magistrato di turno, titolare del fascicolo d’inchiesta subito aperto, nelle prossime ore, potrebbe disporreun nuovo sopralluogo dei carabinieri e anche di un tecnico specializzato. La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata di mercoledì all’interno di un capannone industriale dell’impresa “Medical gas criogenici” che si occupa anche della ricarica di bombole di ossigeno. E ieri, proprio la società nella persona dell’amministratore e dei dipendenti tutti, hanno espresso “cordoglio e vicinanza alla famiglia di Massimo Aliseo”. Il 28enne pare stava maneggiando una bombola di ossigeno quando, all’improvviso, si è innescata la deflagrazione.

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