Alla vecchia politica siciliana che oggi governa la Regione dei lavoratori disoccupati di questo settore non gliene può fregare di meno. Vi raccontiamo, prove alla mano, come stanno, di fatto, organizzando una campagna di nuove assunzioni clientelari per cercare di fermate l’onda lunga che li travolgerà alla prossime elezioni europee previste tra quattro mesi

Ritorniamo a prenderci cura del Catalogo Regionale dell’offerta formativa, ovvero il portale che avrebbe dovuto garantire la ripresa lavorativa per migliaia di ex dipendenti della Formazione professionale siciliana, massacrati in nome di una crociata di fazioni del PD, con l’avallo di tutta la politica e di chi avrebbe dovuto tutelare i propri iscritti (leggere organizzazioni sindacali tradizionali)..

Siamo diventati assidui frequentatori del portale e siamo stai in religioso silenzio; ma quando il troppo storpia non possiamo esimerci di dire la nostra.

Ebbene, secondo l’Onorevole assessore alla Formazione professionale della Regione siciliana, Prof. Roberto Lagalla, l’Avviso 2/2018, ovvero il Bando a Catalogo, avrebbe rappresentato la panacea per gli ex operatori del sistema formativo siciliano: migliaia di ex dipendenti “storici” sarebbero stati richiamati al lavoro dagli Enti destinatari di risorse e bla bla bla.

Purtroppo, grazie ai bandi farlocchi, di cui più volte ci siamo occupati, la dura e triste realtà cozza con le dichiarazioni fantasiose dell’assessore al ramo. Abbiamo assistito e registrato di tutto… Manifestazioni d’interesse pubblicate e di fatto mai messe in atto, personale contrattualizzato a meno di 10,00 Euro lordi, moduli formativi assegnati a personale non iscritto all’elenco degli storici, di tutto e di più.

Ma la misura è colma e occorre richiedere chiarimenti a chi ha strombazzato legalità e trasparenza in un settore che è fermo da tre anni e che continua a claudicare goffamente.

Come mai gli Enti che hanno provveduto ad assegnare gli incarichi pubblicati sul Catalogo regionale dell’offerta formativa non hanno provveduto a pubblicare le graduatorie delle selezioni?

Abbiamo personalmente controllato i siti web degli Enti e, tranne qualche sparuto caso, non c’è alcuna traccia delle graduatorie. Alla faccia della trasparenza! Ricordiamo che nei bandi di selezione era prevista la possibilità, per il partecipante escluso, di poter presentare ricorso.

Ancora: com’è possibile che alcuni bandi pubblicati non abbiano avuto alcun seguito? E’ stato il solito specchietto delle allodole per dimostrare di ricercare personale e poi, successivamente, di ricorrere a consulenze impiegando i soliti amici?

Di più: dove sono i corsisti visto che gli Enti continuano a pubblicare bandi di ricerca allievi?

Siamo sempre alle solite.

Chiediamo al nuovo Dirigente Generale, Dottor Salvo Taormina, di impegnarsi a far sì che gli Enti siano obbligati, in tempi rapidissimi, a pubblicare gli esiti delle selezioni e conoscere quanti ex dipendenti della Formazione professionale abbiano trovato collocazione all’interno dei percorsi formativi esplicitando gli impegni orari assegnati.

Ci auguriamo che non si verifichi il solito adagio: “Scupa nova fa scrusciu” anche perché in questo caso altro che rumore… non alza neanche la sporcizia che è stata attentamente nascosta sotto gli zerbini.

Di questa Formazione, fatta soltanto per spartire risorse e ripagare bacini di voti, ebbene, ne facciamo volentieri a meno.

Un appello, infine, ci sentiamo di lanciarlo.

Della Formazione professionale siciliana non sono rimaste nemmeno le macerie e gli ex dipendenti ‘macellati’, sono ormai ridotti alla polvere.
Sarebbe opportuno mettere da parte i protagonismi, le litigiosità e le spaccature di tutta la categoria e scendere in campo per richiedere con forza il maltolto e la dignità lavorativa che è stata sottratta a migliaia di madri e padri di famiglia.

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