Il Governo Musumeci, in poco più di un anno, non ha risolto uno solo dei problemi strutturali della Sicilia (basti pensare alle grandi opere stradali bloccate: per esempio, la Palermo-Agrigento, o al blocco dei lavori dell’Anello ferroviario di Palermo) e già propone due Centro direzionali: uno a Catania e l’altro a Palermo. Su quest’ultimo il presidente dell’Ordine degli architetti esprime dubbi. Sempre su Palermo perché non valorizzare la parte orientale della città? 

 

LiveSicilia.it dà notizia che il nuovo Centro direzionale della Regione, con sede a Palermo in via Ugo La Malfa, diventa realtà. Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, dopo l’Accordo di programma firmato con i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania di Catania per fare sorgere il Centro direzionale nella città Etnea (per una spesa di 16 milioni) ha trovato il modo come recuperare le occasioni perdute e progetta di spendere altri 300 milioni per realizzare il Centro direzionale a Palermo e non spenderne più per affitti.

Ma come? In una Sicilia boccheggiante, dove mancano tutti i servizi; dove i viaggi al Nord per cure mediche sono sempre una costante; dove la viabilità è mortificata da secoli (proprio ieri è morto un agente della Polstrada sulla “auto-stradina” (?) Messina-Catania; dove le ferrovie sono inesistenti nei trasporti a lunga percorrenza ed evanescenti all’interno dell’Isola; dove l’agricoltura è al collasso; dove l’industria è praticamente assente; dove manca l’acqua potabile nelle case e si spreca acqua per mancanza di condutture dalle dighe; dove i depuratori o non funzionano (l’Europa ci ha giustamente sanzionato…) o, se funzionano, buttano in mare l’acqua depurata (Palermo); in un’Isola piena di rifiuti non raccolti disseminati per le strade e di discariche che ammorbano l’ambiente; in una Sicilia con i porti e gli aeroporti inadeguati e dove gli impianti sportivi sono deficitari in tutti i sensi… insomma, in una Sicilia dai mille problemi infrastrutturali non risolti gli attuali governanti siciliani trovano il tempo ed il modo per dire ai siciliani: siete degli imbecilli!

Sì, è proprio questo in senso della proposta del “Governatore” che non poteva trovare di meglio che fare partecipe il “Re” di Palermo, l secolo il sindaco Leoluca Orlando.

Sicuramente l’argomento sarà già stato ampiamente dibattuto. Immaginiamo in questi termini:

“Dobbiamo risparmiare! Bisogna trovare dove concentrare le attività amministrative dell’Isola. E se non c’è disponibilità? Nessun problema, si costruisce! E se non ci sono i soldi? Nessun problema, li troviamo. Li inseriamo nella legge di stabilità, e tutto è fatto, al massimo si accende un mutuo! E se lo strumento urbanistico non lo prevede? Nessun problema, coinvolgiamo la Giunta comunale (quella appena intravede da spendere ci starà…), male che vada faremo una legge! Ma che ne pensano i cittadini? Non è un problema, per i cittadini ci pensiamo noi, siamo o non siamo i loro rappresentanti?”.

Di fronte ad una trovata simile è ovvio che gli specialisti delle opere su ferro e non, hanno subito valutato la positività del progetto elencando – subito! – il potenziale in atto: c’è il Passante ferroviario e, se non è sufficiente, faremo subito la dodicesima o anche tredicesima linea tranviaria! Per seimila utenti al giorno c’è ne sarà a sufficienza, magari per essere più veloci e sicuri sarà necessario almeno un eliporto con collegamento diretto con l’aeroporto ‘Falcone e Borsellino’ (è stata già una vecchia idea del “Re” in occasione della chiusura per incendio di una galleria dell’auto-stradina…) e, magari, servirà pure qualche albergo lungo la via!

Fortunatamente rileviamo un autorevole intervento che volentieri si trascrive:

“La scelta di un nuovo Centro direzionale a Palermo deve essere frutto di una valutazione generale della città e di cosa essa offre in termine di mobilità e trasporti – osserva però Franco Miceli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo -. Non penso possa sorgere in via Ugo La Malfa, dovrebbe semmai rientrare nell’ambito di una pianificazione strategica di Palermo. Servirebbe un supplemento di riflessione, evitando che la scelta sia dettata da una logica occasionale: mi chiedo come si sia arrivati a questa decisione, bisognerebbe interrogarsi su come pensiamo che nei prossimi dieci o vent’anni cambierà la città. Il Centro direzionale di Londra – prosegue Miceli – è stato realizzato basandosi sul fatto che è raggiungibile con i mezzi pubblici da Londra e dalle zone limitrofe, Palermo sta investendo sul Tram, sull’Anello ferroviario, sul Passante e bisognerebbe ragionare meglio sulla collocazione ottimale di un Centro così grande”.

Vorremmo suggerire a chi di dovere che esiste anche una Palermo Sud, dove, oltre ai derelitti ed alle incompiute vi è ancora del potenziale, anche urbanisticamente parlando, già dotata di ferrovia, di Tram, vicina al porto, vicina all’autostrada ed ai terminal di linee extraurbane, con alberghi vicini…

In modo esplicito indichiamo tutta l’area compresa tra corso dei Mille, via Messina Marine, fiume Oreto via Cappello (oltretutto l’area dell’ex macello comunale è di proprietà pubblica) spregiativamente appellata “a Scaffa” ovvero: Piazza Ponte dell’Ammiraglio.

Noi ci permettiamo di indicare ciò al Governatore della nostra Isola che non è palermitano ed agli altri palermitani, per aiutarli in caso di o eventuali malaugurate amnesie!

Il ‘Sacco’ di Palermo realizzato ai tempi dei ‘padroni della città’ negli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso – Lima, Ciancimino e compagnia bella – è passato alla storia come una ‘pietra miliare’ legata alla speculazione edilizia, alla distruzione dell’affaccio a mare nella costa sud e, in generale, come la mortificazione dell’urbanistica.

I ‘padroni’ della Palermo di oggi rischiano di passare alla storia per essere stati capaci di mettere nel sacco Palermo!

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