CATANIA – Blitz della Guardia di Finanza al Tar di Catania, regno del potentissimo giudice Dauno Trebastoni. Insospettabile, è uno dei magistrati più in vista della Sicilia non solo orientale. Dalla sua scrivania sono passate decisioni importanti e delicate, 

ma Trebastoni, ufficialmente, fino a questo momento non è stato coinvolto in alcuna inchiesta. Quello che oggi è di rilievo, è che gli uomini della Guardia di Finanza hanno varcato, intorno alle 10.00, la porta d’accesso del Tar di Catania, che segna l’ingresso nel palazzo che maggiormente rappresenta gli assetti di potere che governano la città e determinano gli equilibri dei piani altissimi. Equilibri fatti di rapporti consolidati tra il mondo giudiziario e quello delle consulenze, affidate anche a parenti di importanti magistrati.

L’auto dei finanzieri si è aggirata a lungo – ed è stata notata – attorno a quell’isolato che delimita la nuova sede del tribunale amministrativo. Pochi uomini abbiamo visto, ma presenze qualificate con noti ufficiali. Perché i finanzieri perquisiscono il Tar catanese? L’unica strada ipotizzabile è quella che potrebbe legare alcuni esponenti di spicco del mondo giudiziario con il sistema Amara – Calafiore, i due avvocati siracusani coinvolti in due maxi inchieste sulla corruzione del sistema giudiziario, che hanno deciso di collaborare con la giustizia, fornendo un contributo determinante alle indagini. E facendo nomi e cognomi. Abbiamo provato a contattare la segreteria del Procuratore Carmelo Zuccaro per conoscere maggiori particolari.

Fonte livesicilia

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