La Corte d’Appello ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza di Agrigento cosiddetta Kainè Trapeza, dal greco Nuovo Tavolino, che il 7 febbraio 2013 ha provocato 3 arresti, un obbligo di dimora, e 34 indagati complessivi, per irregolarità in appalti e turbative a Favara, tra accordi di cartello per l’aggiudicazione di appalti pubblici.
La Corte d’Appello ha assolto i favaresi Michelangelo Palumbo, 50 anni, ed Antonella Nobile, 41 anni, entrambi collaboratori dell’impresa Gng, e poi Antonio Iacolino, 61 anni, e il figlio Calogero, 30 anni, responsabili di un’impresa che commercializza materiale elettrico. E poi è stato sentenziato il non doversi procedere, a seguito dell’intervenuta prescrizione delle ipotesi di reato, per Gaetano Lo Porto, 53 anni, ritenuto il titolare dell’impresa “Gl costruzioni”, e Assunta Caruana, 53 anni, amministratrice unica della stessa società.

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