Domanda più che mai legittima a giudicare da quello che succede negli ultimi mesi. Una città sempre più sporca. Con le strade sempre più dissestate. Con gli appalti ferroviari a rilento (se non bloccati) che drenano fondi pubblici e creano disagi, caos e distruzione degli esercizi commerciali. Con i trasporti pubblici carenti. E con i cittadini sempre più vessati da tasse, imposte, ZTL, autovelox e anche dal maldestra tentativo di ‘spremere’ denaro ai titolari di abitazioni abusive in un quadro di incertezza del Diritto. Le speculazioni dei leghisti cittadini e il Ministero dell’Economia…

Una città allo sbando. Con l’immondizia che rimane non raccolta lungo le strade e i marciapiedi. Con le strade sempre più dissestate. Con quartieri scarsamente illuminati. Con gli appalti ferroviari che vanno avanti lentamente, drenando denaro pubblico, ‘inghiottendo’ alberi, creando incredibili disagi ai cittadini e, spesso, facendo chiudere gli esercizi commerciali. Un disastro.

Una città che è eternamente alla ricerca di soldi per mantenere una struttura amministrativa elefantiaca e inefficiente il cui fine non sembra affatto quello di fornire servizi alla città, ma di mantenere se stessa e il proprio ormai ingestibile apparato clientelare.

La sensazione è che, a Palermo, i cittadini siano diventati non uomini e donne con diritti, ma soggetti che esistono solo per essere ‘spremuti’ tra tasse e imposte comunali sempre più esose, autovelox, Zona a Traffico Limitato (la ‘famigerata’ ZTL adesso in funzione anche nelle notti di venerdì e sabato per drenare altri soldi alle famiglie che frequentano i tanti locali di questa parte della città) e via continuando con penalizzazioni che colpiscono famiglie e imprese.

In queste ore il sindaco, Leoluca Orlando, sembra essere molto adirato. Non avrebbe digerito i rilievi mossi dal Governo nazionale, che chiede conto e ragione delle spese del Comune. La verità è che quando a Roma governava il centrosinistra a ‘trazione’ PD, tutto veniva consentito.

Chi ha un po’ di memoria ricorderà Orlando che riceveva a Palermo l’allora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – era l’autunno del 2016 – in campagna elettorale per tentare di convincere i cittadini italiani a votare sì al folle referendum sulle folli riforme costituzionali.

Incassata la sconfitta al referendum del dicembre 2016, abbiamo visto il sindaco Orlando impegnato, sempre con Renzi, alle elezioni regionali siciliane del novembre 2017. Altra secca sconfitta per Renzi, per Orlando e, in generale, per il centrosinistra.

Poi abbiamo visto, per la terza volta, Orlando accompagnarsi a Renzi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018: altra sconfitta per Renzi, per Orlando e per il centrosinistra.

Oggi a Roma c’è un Governo un po’ diverso da quello di Renzi. Questo Governo vuole fare chiarezza sui conti del Comune di Palermo. Noi non entriamo nel dettaglio: lo faremo quando riusciremo a leggere le ‘carte’.

Noi, in questa fase, ci limitiamo a osservare un Comune sempre più in affanno. Che, lo scorso dicembre, a ridosso di Natale, non aveva pagato ai mille e 840 dipendenti di una società comunale né lo stipendio, né la tredicesima. E sembra che i problemi finanziari della RAP – l’azienda che fa capo al Comune e che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti – non sarebbero ancora stati risolti.

Lo leggiamo in un comunicato sindacale:

“Chiediamo l’attivazione immediata di un tavolo di confronto tra le parti interessate, sindacati, Comune di Palermo e RAP, per discutere del nuovo contratto di servizio e l’immediato bonifico delle somme mensili da parte del socio unico, che permettano all’azienda il pagamento dello stipendio del mese di gennaio nei tempi previsti dal contratto. Se questo non dovesse accadere siamo pronti ad attivare tutte le procedure previste a tutela dei lavoratori”.

A scriverlo in una nota sono le Rsu di Rap, Vincenzo Traina Fit Cisl, Francesco Sinopoli Uil Trasporti, Antonio Vaccaro Fiadel e Carmelo Giallombardo Filas.

“Siamo preoccupati dopo le dichiarazioni rese dall’Amministratore unico Giuseppe Norata in Consiglio comunale dove ha affermato che l’azienda vanta un credito di 42,8 milioni di euro nei confronti del Comune di Palermo. Spiace constatare che la storia si ripete, ad oggi infatti, non risulta predisposto nessun mandato di pagamento nei confronti di RAP Spa”.

I sindacati precisano che “purtroppo già nel mese di dicembre, si sono registrati grandi ritardi e le retribuzioni sono slittate, la tredicesima è stata accreditata ai lavoratori dopo Natale e lo stipendio il 7 gennaio”.

“Continuiamo a sperare che la storia non si ripeta per il mese di gennaio sempre per il mancato versamento delle somme da parte del Comune. La preoccupazione è che la storia dell’Amia fallita si ripeta. Certamente né le maestranze, né la cittadinanza vorrebbe rivivere quel momento; ed è grave soprattutto che la causa sono i non regolari versamenti mensili che il Comune dovrebbe fare nei confronti dell’azienda di piazzetta Cairoli , che per far fronte ai costi di gestione non riesce a pagare con regolarità erario, contributi, previdenza complementare, fornitori e manutentori. Inoltre, continua a essere molto delicato l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda che vede una perdita di esercizio dell’anno 2018 per circa 8/10 milioni di euro, perché il contratto di servizio risulta essere ormai inadeguato per la città. L’azienda RAP non riesce così a effettuare dei servizi in più che non vengono riconosciuti dal Comune, uno su tutti il Tmb di Bellolampo”.

I sindacati concludono “da tempo inoltre solleviamo a gran voce la questione della strutturale mancanza di personale che non rende possibile effettuare servizi efficienti e di qualità per la città di Palermo. Su tutto questo il Comune intervenga”.

La mancanza di personale alla RAP è qualcosa di inspiegabile, dal momento che ci sono mille e 840 dipendenti. Non a caso il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle, Aldo Penna, si è chiesto: “Ci sono dipendenti imboscati?” (QUI IL NOSTRO ARTICOLO CON LE DICHIARAZIONI DI ALDO PENNA).

Durissimo il comunicato della capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale di Palermo, Concetta Amella:

“Della cattiva gestione del Comune di Palermo se ne sono accorti tutti, tranne il sindaco Leoluca Orlando. Probabilmente è troppo concentrato su tematiche internazionali per potersi occupare dei palermitani, ma questo non gli consente di mandare in malora la nostra città. In un Paese normale qualsiasi sindaco alle prese con tutte queste gravi inadempienze rilevate dal MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) si sarebbe già dimesso, ma noi abbiamo la sfortuna di essere in balia di un sindaco del PD maestro nel nascondere i suoi molteplici errori sotto la spazzatura e nel distrarre le persone attaccando i Ministri e dando lezioni di buon governo, proprio lui che ha portato la città che amministra allo sfascio. I primi 46 rilievi degli ispettori del MEF sulla gestione del Comune sono il frutto delle interrogazioni parlamentari del M5S fatte nel 2016 e di ben due esposti, uno alla Procura della Repubblica e uno all’Anac, e non lasciano dubbi sull’operato spregiudicato della giunta Orlando che il M5S dal primo giorno ha attaccato duramente e con tutte le proprie forze con la consapevolezza di essere l’unica vera opposizione in Consiglio comunale, sempre dalla parte dei cittadini”.

Un altro consigliere comunale grillino, Antonio Randazzo, fa il punto della situazione sulle strade:

“La cattiva gestione della manutenzione strade e marciapiedi del 2018 del Comune di Palermo è la fotografia di una città che sta letteralmente cadendo a pezzi; una situazione gravissima che ogni giorno mette letteralmente a repentaglio la vita dei cittadini. Dai dati trasmessi dalla RAP emergono dei numeri terrificanti: manutenzione strade carente, quella dei marciapiedi è inesistente. La RAP nel 2018 ha eseguito interventi soltanto in 9 assi stradali e 6 assi relativamente ai marciapiedi. Rispetto alla programmazione ha eseguito soltanto il 30% delle manutenzioni stradali e soltanto il 7% delle manutenzioni dei marciapiedi previsti nell’anno”.

“Siamo davanti ad una sostanziale incapacità dell’azienda partecipata RAP nel realizzare quanto programmato in materia di manutenzione strade e con questo ritmo per vedere una strada sistemata occorreranno 80 anni e per un marciapiede 1075 anni. Criticità che avevamo già denunciato mesi fa chiedendo all’amministrazione di procedere ad una immediata verifica del contratto di servizio con la RAP e la valutazione di un affidamento del servizio ad altre partecipate, ma nulla è stato fatto. Il sindaco è distratto fra propaganda e rimpasti e la città continua a sprofondare fra buche, rifiuti ed emergenza sepolture. Chiediamo al sindaco di Palermo Leoluca Orlando di provare a fare uno sforzo e iniziare ad occuparsi realmente dei problemi della città oppure con un atto di amore verso i cittadini rassegnare le immediate dimissioni”.

La sinistra che oggi appoggia l’attuale amministrazione comunale (e che aspetta di acciuffare poltrone nella Giunta) difende lo scenario attuale, dicendo che ci sarebbe un progetto per privatizzare i servizi pubblici. Ma non si capisce quale privato dovrebbe avere interesse ad andare a gestire una RAP in affanno, o un Tram che costa 10 milioni di euro all’anno con incassi inferiori a un decimo delle spese sostenute.

Forse la ‘sinistra’ cittadina dovrebbe riflettere sui servizi che le aziende comunali ‘esternalizzano’ a privati: si accorgerebbe che la “privatizzazione” esiste già…

E che dire dell’AMAT, l’azienda comunale che gestisce bus e Tram? Le carenze degli autobus sono sotto gli occhi di tutti. Per non parlare del Tram. Ma c’è una storia – che riguarda la gestione di questa società – che è paradigmatica dell’abbandono in cui versa Palermo.

La storia la racconta da consigliera comunale Sabrina Figuccia. Si parla un luogo dove sostano gli autobus dell’AMAT che dovrebbe essere vivibile per chi vi lavora e per i cittadini. Invece…

“Dopo anni finalmente qualcuno capisce che la postazione di piazza Giotto, per condizioni igieniche e di vetusta, non è più utilizzabile. Bene, anzi benissimo, ma quale è il prezzo che la città ed i lavoratori pagheranno?
Uno dei più grandi nodi cittadini da dove partono parecchie linee sarà sprovvisto di biglietteria per i cittadini e servizi igienici per la decina di dipendenti dell’AMAT che vi lavorano. Qualcuno ha pensato di programmare una alternativa per la vendita di biglietti? Forse questo non rientra tra gli interessi aziendali? Qualcuno ha pensato alle condizioni dei lavoratori che per otto ore in media transitano da quel piazzale senza avere nessun luogo di ristoro provvisto almeno di servizi igienici? Nemmeno a Calcutta ci sono condizioni del genere. Mi auguro che nessuno pensi che il problema si possa risolvere tramite la fantomatica convenzione con un bar piuttosto che con un altro. L’ennesima prova di carenza di programmazione, conclude Figuccia, che contraddistingue l’Amat, figlia di una amministrazione assente”.

In questo scenario si inserisce l’incredibile vicenda delle circa 70 mila abitazioni abusive della città. Per carità: l’abusivismo edilizio è un problema, anche se non mancano i casi di cittadini che sono stati costretti a costruire abusivamente per responsabilità della pubblica amministrazione (COME HA SPIEGATO IN QUESTA INTERVISTA IL PROFESSORE GIUSEPPE GANGEMI, DOCENTE DI URBANISTICA ALL’UNIVERSITA’ DI PALERMO).

Quello che è inconcepibile è l’atteggiamento dei Comuni, che applicando una legge regionale degli anni ’90 del secolo passato, acquisiscono le abitazioni abusive insanabili e le affittano, chiedendo anche gli arretrati! Una storia incredibile con la quale i Comuni vorrebbero fare ‘cassa’ per risanare i propri magri bilanci. Il tutto in un quadro di incertezza normativa, se è vero che la magistratura ha già disposto e fatto eseguire l’abbattimento di immobili abusivi insanabili.

Insomma, invece di fare pressioni sulla politica siciliana, per trovare una soluzione razionale – che non può certo essere l’abbattimento di 700 mila abitazioni abusive, che trasformerebbe mezza Sicilia in una discarica, né l’affitto a vita di queste abitazioni per foraggiare i Comuni! – si preferisce andare per le vie brevi, con soluzioni irrazionali e penalizzanti.

L’esempio dovrebbe arrivare proprio da Palermo, se è vero che è il capoluogo della Sicilia e se è vero che il suo sindaco – il citato Orlando – è anche presidente dell’ANCI Sicilia. Ma questo esempio non c’è.

E sempre in questo scenario arrivano i neo-leghisti cittadini che vorrebbero mandare a casa Orlando e la sua amministrazione. Trasformando un problema serio in una speculazione politica di una formazione – la Lega – che, a Palermo, denuncia le inefficienze del Comune e, a Roma, propone l’autonomia delle Regioni del Nord Italia – Lombardia e Piemonte in testa, ma anche Emilia Romagna – che provocherebbe altri problemi finanziari al Sud!

Ragazzi, Palermo bisogno di tutto, tranne che dei leghisti che difendono gli interessi del Nord con i siciliani che vorrebbero fare carriera politica sulla pelle del Sud e della Sicilia. Ma per favore!

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