Il libro narra le tappe fondamentali della mia vita a Scampia. Un’esistenza intrecciata a quella di un quartiere difficile, disagiato e “occupato”, per  anni e anni, dalla camorra. Ma racconta anche il riscatto, l’impegno dal basso e i miei sogni e quelli di tutti i miei compagni, facendo emergere la voce viva e concreta di chi quotidianamente vive il territorio di Scampia e ne conosce la sua storia, le sue dinamiche, i suoi problemi. E, soprattutto, i suoi reali cambiamenti.
In questi anni d’impegno civile e sociale non sono mancati i soprusi e le minacce da parte della camorra, sia contro di me che contro gli altri amici dell’associazione che ho fondato: consegna di proiettili, danneggiamenti, intimidazioni.
Tutte difficolta? che sono servite a costruire una rete territoriale di sostegno formata da alcuni magistrati, da appartenenti alle forze dell’ordine, da altre associazioni, da tante cooperative e da tantissimi volontari.
Oggi a Scampia ci sono 120 associazioni che operano pgni giorno tra 80 mila abitanti.
E’ la “faccia bella di questa terra”, quella di tante altre persone pulite e sane che lavorano per il territorio. Raccontare la nostra storia significa narrare l’altro volto, la vera anima di Scampia, che non ha nulla – ma propio nulla – a che fare con la “leggendaria Gomorra”.
I capitoli seguono alcune tematiche importanti, che si intersecano con episodi e con incontri che i miei compagni ed io abbiamo vissuto nel corso del tempo, le tante storie nella storia: l’infanzia rubata; l’adolescenza al limite; l’essere “cittadini di Scampia” oggi; le ancore di salvezza; i bracci di ferro con la camorra; la rete con le altre (r)esistenze meridionali.

 

fonte http://mafie.blogautore.repubblica.it/

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