Noi, ogni tanto, diamo una lettura alle “Magnifiche” gesta dell’ex “Magnifico” Roberto Lagalla nel sempre più confuso mondo della Formazione professionale siciliana. Così scopriamo gli incarichi fuori Albo più fantasiosi. E prendiamo atto che, tanto per cambiare, le leggi regionali del settore vengono ignorate: da Lombardo a Crocetta a Musumeci niente di nuovo 

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Abbiamo avuto modo di ascoltare con molta attenzione le ultime dichiarazioni rilasciate dall’On. Prof. assessore Roberto Lagalla nelle quali traspare l’impegno sovrumano per la risoluzione dell’annosa problematica della Formazione professionale siciliana.

Siamo commossi dall’impegno che l’ex “Magnifico” sta mettendo nell’espletare il suo incarico e nel tutelare gli ex operatori del sistema formativo siciliano, ma è anche vero che ci vuoli u ventu ‘nna chiesa ma ‘u parrinu un po’ morriri ccà polmonite…

Apprendiamo che ammontano a più di 2500 unità gli ex lavoratori che sarebbero stati collocati all’interno del Avviso 2/2018 e su questo nutriamo parecchi dubbi sia sulle cifre, sia sul monte ore di impegno lavorativo.

Sarebbe bene far chiarezza su questo punto, visto che siamo perfettamente a conoscenza di come sono stati impiegati in selezioni farsa, sui famigerati bandi farlocchi quei pochi ‘unti’ che hanno trovato collocazione per poche ore all’interno degli enti assegnatari di risorse.

L’On Prof. assessore Lagalla dovrebbe specificare, se ne è a conoscenza, le cifre reali del personale impegnato e, cosa più importante, il numero di ore di incarico per ogni operatore che, in moltissimi casi, ha dovuto accontentarsi di un impegno sgravato da importanti tutele contrattuali quali la disposizione o l’aggiornamento, che nella stragrande maggioranza dei casi non supera le 50 ore.

Ci vengono segnalati i casi più disparati:

l’ingegnere (pescato fuori dall’Albo) chiamato a per dei moduli di Pronto soccorso, senza avere la minima idea di cosa svolgere in aula e che si rivolge al più famoso social per chiedere aiuto;

la laureata in geologia (cosa strana anch’essa pescata fuori dall’Albo) che insegna cosmetologia e tricologia;

l’ex dipendente che, malgrado l’accordo sindacale di poter essere richiamato al lavoro nel caso di ripresa dell’attività lavorativa dell’ente, viene deliberatamente ignorato e altri casi i più fantasiosi e ilari possibili anche se è fondamentale ricordare che stiamo parlando delle vite lavorative di migliaia di persone spazzate via in barba a leggi e normative che vengono sistematicamente ignorate del tutto da tutti.

Le dichiarazioni del nostrano Robin Hood della Formazione professionale siciliana fanno specie; abbiamo ascoltato attentamente il passo dell’intervista dove si specifica che gli ex lavoratori del sistema formativo siciliano non sono dipendenti regionali, ma nel paragone un po’ goffo viene fatto riferimento ai dipendenti dei laboratori di analisi convenzionati con la piccola differenza che, per gli ex lavoratori della Formazione professionale, sono ancora vigenti le Leggi regionali 24/76 e 25/93. Un ulteriore tentativo di arrampicarsi sugli specchi degno del migliore geco!

Abbiamo il sentore che, grazie a qualche temerario che non si è fatto condizionare dall’ennesimo canto sireneo, la Regione siciliana sarà chiamata a rifondere milioni di euro di danni a chi ha scientemente ‘macellato’ ed espulso dal sistema formativo eludendo e calpestando tutte le normative esistenti, privilegiando gli (im)prenditori che si sono e si stanno ingozzando alle spalle dei corsisti e dei lavoratori.

Robin Hood toglieva ai ricchi per dare ai poveri, era simpatico e cosa più importante non diceva fandonie…

 

Roberto Lagalla: l’assessore che confonde il ruolo di Robin Hood

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