“Forme di inquinamento del tessuto istituzionale provinciale sono emerse in un’altra attività investigativa avviata, fin dal 2014, in seguito alla collaborazione di un esponente di spicco di Cosa nostra, già reggente della famiglia di Serradifalco”. E’ quanto afferma la Direzione investigativa antimafia nella sua ultima relazione semestrale. “L’indagine (Il 14 maggio 2018, la Polizia di Stato, nell’ambito dell’operazione “Double face”, ha eseguito l’OCC emessa il 19 aprile 2018 dal GIP del Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di 7 soggetti, tra cui un dirigente pubblico e alcuni appartenenti alle Forze di polizia, a vario titolo ritenuti responsabili di essersi associati allo scopo di commettere delitti contro la pubblica amministrazione, di accesso abusivo al sistema informatico e di corruzione. Il successivo 25 maggio la misura degli arresti domiciliari nei confronti del citato presidente è stata sostituita dalla custodia cautelare in carcere, poiché l’Autorità giudiziaria ha ravvisato il pericolo di inquinamento delle prove. L’indagato, inoltre, si era reso responsabile di violazione alla prescrizioni degli arresti domiciliari), conclusa nel maggio 2018, ha coinvolto il presidente pro-tempore della Camera di Commercio di Caltanissetta e di RetImpresa Servizi srl di Confindustria il quale, in forza della vicinanza ad un noto esponente di spicco della citata famiglia di Serradifalco, era riuscito, dall’iniziale posizione di piccolo imprenditore locale, in successione di tempo: dapprima ad ottenere posizioni di assoluto rilievo all’interno di Assindustria Caltanissetta e del Consorzio Area Sviluppo Industriale e, successivamente, ad organizzare una rete di relazioni, estesa anche a funzionari ed ufficiali delle Forze dell’ordine con ruoli di rilievo, dai quali, in cambio di favori personali e di carriera, riceveva informazioni utili ad estendere la propria capacità di penetrazione all’interno degli Enti pubblici e delle Associazioni di categoria, nonché all’occorrenza spendibili per gli interessi della citata consorteria criminale. Inoltre l’attività del Gruppo provinciale interforze presso la Prefettura di Caltanissetta, al quale partecipa anche la DIA, nell’esaminare le posizioni delle società per la verifica di sussistenza dei requisiti antimafia, ovvero nel valutare gli esiti di accessi ai cantieri, ha prodotto 2 provvedimenti interdittivi antimafia e 3 dinieghi per l’iscrizione alle cosiddetta white list”.

 

fonte seguonews.it

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