Il crowdfunding immobiliare è un’opportunità di guadagno molto interessante soprattutto per i suoi sviluppi futuri, anche se in Italia rappresenta un settore ancora giovane e acerbo.

Si tratta di una formula moderna di investimento nel campo del mattone, che non determina il possesso diretto degli immobili, ma consiste nel contrarre dei guadagni da investimenti nel campo immobiliare.

Si tratta di un’attività che ha permesso un rilevante rinnovamento del mercato immobiliare, il cui nome significa letteralmente “finanziamento alla folla” e rappresenta una forma non convenzionale che permette una raccolta fondi tra una collettività di soggetti che partecipano con piccole quantità di capitale alla realizzazione di un progetto d’interesse comune.

Questo principio consente a chiunque di fare degli investimenti nel campo immobiliare, senza passare per l’acquisto di proprietà e senza disporre di capitali elevati, per maggiori dettagli qui una guida dettagliata, redatta da Affari Miei, blog specializzato nel fornire utili consigli su come fare business e per gestire al meglio le proprie finanze, dove trovare tutte le indicazioni precise e complete sul suo funzionamento.

Nel crowdfunding immobiliare i soggetti in gioco sono tre: l’iniziatore del progetto da finanziare, chi sostiene il progetto attraverso un capitale e l’intermediario che in genere è una società fintech che gestisce la piattaforma online.

I modelli applicabili del crowdfunding sono: donation, rewards, equity o lending.

Per quanto riguarda quello immobiliare le tipologie si restringono a due: equity in cui i progetti sono realizzati attraverso una locazione distribuita dagli sponsor tra gli investitori su base mensile o trimestrale, oppure lending, in cui i finanziatori investono nel prestito ipotecario associato a una proprietà.

Nella tipologia equity i rendimenti sono maggiori, ma sono più alti anche i rischi potenziali, nel lending il rendimento è limitato al tasso fisso d’interesse e genera dei rischi più contenuti.

I vantaggi che caratterizzano questa formula d’investimento rispetto a quelli tradizionali immobiliari sono:

  • rendimenti interessanti, anche se in Italia il sistema è ancora in fase di sviluppo;

  • investimento alla portata di tutti, bastano cifre modeste per iniziare;

  • sistema digitale e automatizzato, pratico e semplice;

  • è un sistema sicuro perché le piattaforme fanno dei controlli prima di validare un progetto;

  • assenza di costi d’intermediazione, le piattaforme funzionano in modo gratuito, trattenendo una piccola percentuale sul rendimento ottenuto.

Come detto in premessa, il sistema di crowdfunding immobiliare in Italia è ancora in fase di sviluppo, ma sono già tre le principali piattaforme disponibili.

Housers, tra le principali piattaforme in Europa, lanciata in Spagna nel 2016, che ha una sede anche a Milano e propone un rendimento annuo intorno al 9%.

Crowdestate, lanciata in Estonia nel 2014, che dopo il successo nel nord dell’Europa è arrivata anche in Italia, richiede un capitale minimo per progetto di 100 euro.

La terza è Walliance, prima società fintech ad aprire nel nostro paese nel 2017, richiede una cifra minima d’investimento di 500 euro e l’investitore riceve una quota degli utili generati proporzionalmente alle quote acquistate.

In conclusione si tratta di un sistema d’investimento che rappresenta il futuro e l’innovazione ma ciò non significa che sia privo di rischi.

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