L’associazione di Volontariato Penitenziario Noi e Voi Onlus nasce il 24 Febbraio 1992, dopo l’organizzazione da parte di alcuni detenuti di un’iniziativa giornalistica a seguito di un convegno sul tema “Carcere e città”, un torneo di calcio che cercava di aprire le porte del penitenziario per un confronto con la società civile esterna e varie altre iniziative simili sul territorio jonico.
Coloro che all’epoca collaboravano con don Antonio Marzia, il cappellano della Casa Circondariale, vollero costituirsi in associazione per poter implementare le attività già in essere su iniziativa di singoli. Il buon rapporto tra don Antonio e l’allora Direttore della Casa Circondariale Luigi Pagano – oggi provveditore della Lombardia – fece sì che quella sinergia si trasformasse in una realtà associativa fra le prime nell’ambito penale del Terzo Settore.
Negli anni, i volontari hanno continuato a svolgere il proprio servizio in favore delle persone detenute e delle loro famiglie creando vari servizi come la biblioteca interna al carcere con alcuni laboratori culturali; lo sportello di ascolto e distribuzione di beni di prima necessità che pian piano va ampliandosi con nuovi servizi come il patronato, la mediazione linguistica, l’attenzione alla genitorialità; e, ancora, con la collaborazione con i cappellani,  è stata garantita la presenza di una Comunità cristiana che prega, annuncia e serve. Figure di particolare rilievo tra i volontari in questi anni sono state quella di Mario Ghionna, Ubaldo Marchesani e suor Celestina Vendramin.
Dal 2000 i membri dell’associazione guidati dall’allora cappellano padre Nino Sangani, dalla Presidente Rita Pellegrinelli e da volontari come Roberto Bellini hanno dato avvio a una prima esperienza di accoglienza per favorire le misure alternative al carcere, i permessi per coloro che non hanno domicilio e l’accoglienza di parenti provenienti da altre città e non in grado di permettersi la possibilità di pernottare presso alberghi o altre strutture ricettive.
Tale esperienza sposata e fortemente incentivata da Mons. Benigno Papa, arcivescovo di Taranto, nel 2001 divenne la ancora esistente “Casa Famiglia San Damiano”, un luogo di accoglienza per le misure alternative al carcere, ma anche per altre situazioni di estrema povertà. Grazie a questa casa famiglia e alla collaborazione con le tante istituzioni coinvolte nelle storie delle circa 100 persone accolte negli anni, è nata la richiesta all’associazione di ampliare il proprio operato, in modo particolare dal 2014 in favore delle persone immigrate, soprattutto quelle provenienti dalla seconda ondata del flusso migratorio dall’Africa. Tale ampliamento ha determinato il nascere di nuove “Case” come centri di accoglienza straordinaria sia per adulti sia per minori quali: “Casa Famiglia”, “Casa San Vito”, “Casa Lama”, “Casa Madre Teresa” e “Casa Gianluca”.
Negli anni si è cercato di ideare e realizzare sempre nuove opportunità per dare risposte concrete e alternative a chi è in esecuzione penale, perciò l’associazione ha promosso o collaborato a vari progetti come: “Kairòs” per l’inserimento lavorativo di detenuti, ex detenuti e loro famigliari; “Terre Elette” per una conversione ecologica della città di Taranto nell’ottica di una ecologia umana, sociale e ambientale; “Il luogo delle calende” da cui ha preso avvio il ristorante sociale “art. 21”; “Gens” per una valorizzazione delle famiglie e dei ruoli genitoriali e di figli nel contesto del quartiere Paolo VI di Taranto; “La musica libera” e “AVLI il contrario di ILVA” per l’inclusione sociale attraverso la musica; “Fieri potest” per favorire le misure alternative al carcere con la nascita del Centro Socio Rieducativo, da cui è nata la pasticceria interna al carcere “Fieri potest. Pastry lab”; “Laetissimus” per favorire la riscoperta dell’agricoltura per coloro che sono in misura alternativa al carcere e per immigrati. Tutti questi progetti di innovazione sociale hanno determinato la creazione di grandi possibilità.
La nascita del Centro Socio Rieducativo “Fieri potest” è stata fortemente voluta da Mons. Filippo Santoro per favorire le misure alternative al carcere in continuità con l’opera avviata da Mons. Papa e la nascita di Casa Famiglia “San Damiano”, proprio a testimoniare come sia possibile realizzare percorsi di esecuzione penale personalizzati. Spesso, infatti, il carcere diventa l’indistinto calderone onnicomprensivo di tutte le problematiche di devianza nella società. La nascita di attività produttive – grazie alla costituzione per gemmazione della omonima Cooperativa Sociale “Noi e Voi arl” – come il Ristorante sociale “art. 21”, il laboratorio per buffet salati e dolci “Fieri potest. Pastry lab”, sono un ulteriore passo in avanti dell’associazione che non vuole dipendere nel suo operare dalle tendenze politiche ed economiche del momento, ma sogna un welfare autosufficiente, sul modello delle antiche abbazie nelle quali i talenti di ciascuno venivano messi in comune per il bene di tutti, un welfare che incarni quella che don Tonino Bello chiama “la convivialità delle differenze”.
La nascita del Centro di Spiritualità “Madre Teresa” ha reso possibile riconciliare le varie parti della società, non più considerando l’Altro come uno sconosciuto di cui aver paura, ma un’occasione per scoprire il vero volto di Dio che si manifesta a noi attraverso la Parola, l’Eucarestia e il Volto dei più poveri dei poveri, secondo gli insegnamenti di Madre Teresa di Calcutta.
L’Associazione, inoltre, aspira a un recupero ecologico (secondo il senso dato al termine da papa Francesco nella “Laudato sii”, ossia di una ecologia umana, sociale e ambientale) della città di Taranto con iniziative che valorizzino il Mar Piccolo come segno di rinascita per questa città.

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