Ammettiamo i nostri limiti: per noi, in questa storia, rimangono molti dubbi. A noi sembra strano che un’amministrazione pubblica possa pagare, per intero, corsi di Formazione professionale “fantasma”. Forse si possono ipotizzare i pagamenti delle anticipazioni. Ma pagare i saldi di corsi di Formazione professionale “fantasma” a noi sembra incredibile! Poi, per carità, con la vecchia politica siciliana non bisogna mettere limiti: questi sono capaci di tutto! 

Tanti nostri lettori ci hanno posto la seguente domanda: come mai I Nuovi Vespri, che si occupano spesso di Formazione professionale, non ha ancora affrontato il ‘caso’ che coinvolge il presidente della commissione Bilancio e Finanze dell’Assemblea regionale siciliana, Riccardo Savona? La risposta è che noi, non occupandoci di cronaca giudiziaria, prima di commentare una vicenda ‘politica’ trasformata in ‘fatto giudiziario’, cerchiamo di capire, almeno per grandi linee, come stanno le cose.

Dobbiamo essere sinceri? Pur avendo letto, in questi giorni, quasi tutti gli articoli pubblicati su vari giornali, non abbiamo ancora chiaro il quadro di questa storia.

Citiamo solo un esempio che approfondiremo più avanti. Proprio perché ci occupiamo di politica e di amministrazione ci chiediamo e chiediamo: come mai nessuno si interroga sul ruolo giocato in questa storia dall’amministrazione regionale e, segnatamente, dal dipartimento della Formazione professionale della Regione siciliana?

Da quello che abbiamo capito, ci sarebbero delle società che avrebbero operato nel settore della Formazione professionale, intercettando fondi pubblici e svolgendo solo in parte, o addirittura non svolgendo, i corsi di Formazione finanziati con denaro pubblico.

Leggiamo sul quotidiano on line, Live Sicilia:

“È Savona, deputato regionale e presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, l’uomo chiave del piano per ottenere i finanziamenti europei per la formazione professionale. Solo che, secondo l’accusa, i corsi erano fantasma, così come i costi sostenuti e giustificati con pezze d’appoggio contabili fasulle. I soldi sarebbero finiti altrove, spesi anche per alimentare la macchina del consenso elettorale di Savona”.

“Gli emolumenti conseguiti sono stati sfruttati – così si legge nel decreto di sequestro, frase riportata sempre da Live Sicilia – non solo per un profitto esclusivamente personale degli indagati, ovvero per elargire somme di denaro al fine di creare un vasto panorama clientelare dal quale attingere voti in concomitanza delle consultazioni elettorali”.

Che Savona sia “l’uomo chiave del piano per ottenere i finanziamenti europei per la Formazione professionale” ci sembra un po’ esagerato. La Formazione professionale è ‘pascolo’ della vecchia politica siciliana: di tutta la vecchia politica siciliana. Savona, al massimo, può essere uno dei politici che ricopre una carica importante nel Parlamento siciliano e che ha giocato un ruolo anche nella Formazione: uno tra i tanti.

Se poi dobbiamo scendere nei particolari, il luogo parlamentare importante, per la Formazione, è la commissione legislativa che si occupa di Formazione. E’ lì che si decide. Che la commissione Bilancio e Finanze metta in discussione decisioni prese in una commissione legislativa di merito è un po’ difficile. E quando ciò avviene, di solito, le polemiche si sprecano.

Ma questi sono i passaggi meno importanti. La cosa che ci lascia di stucco è il passaggio successivo:

“… secondo l’accusa, i corsi erano fantasma, così come i costi sostenuti e giustificati con pezze d’appoggio contabili fasulle”.

E qui torniamo alla domanda delle domande: come può, un corso di Formazione professionale, essere “fantasma”? Il dipartimento regionale della Formazione professionale non controlla che i corsi vengano effettivamente svolti? La stessa amministrazione regionale paga senza avere prima verificato che i corsi siano stati celebrati e seguiti dai discenti?

Sono coinvolti altri dipartimenti regionali oltre a quello alla Formazione?

A noi questa storia sembra incredibile. Ci piacerebbe capire se le cifre pagate sono anticipazioni o saldi. Per le anticipazioni, infatti, i controlli potrebbero anche essere cartacei.

Ma per i saldi, di norma, i controlli dovrebbero essere più accurati, se non serrati.  

A noi, per esempio, risulta che quando i dipendenti regionali vanno a controllare lo svolgimento dei corsi di Formazione effettuati dai privati (con i corsisti che pagano i privati per potere seguire i corsi di Formazione privati) le verifiche sono molto puntuali.

Anche lo svolgimento degli esami dei corsi di Formazione privati – momento in cui partecipano sempre dipendenti del dipartimento della Formazione, visto che di mezzo c’è il rilascio degli attestati – sono seguiti con attenzione dall’amministrazione regionale (tra l’altro ci sono anche polemiche per i pagamenti che vengono chiesti ai privati).

Tre considerazioni finali. O meglio, una considerazione e due domande.

La considerazione. Forse, oltre a guardare agli assessori di turno e ai dirigenti generali bisognerebbe cercare di capire come operano i dirigenti intermedi. Scriviamo questo perché siamo rimasti molto colpiti da quanto scritto dal dirigente generale del dipartimento Formazione della Regione, Salvatore Taormina, al responsabile di un Servizio dello stesso dipartimento, là dove lo invita a “curare i necessari approfondimenti di pertinenza e le eventuali conseguenti iniziative da assumere negli ambiti di competenza propri di codesto Servizio ai fini della puntuale applicazione della normativa di riferimento ed, in particolare, di quanto previsto dall’articolo 5 della legge regionale n. 10/2018″ (QUI IL NOSTRO ARTICOLO PER ESTESO).

Penultima domanda: le società o gli enti coinvolti in questa storia sono accreditati?

Ultima domanda: non è che i soggetti coinvolti in questa storia sono anche presenti nel Bando a Catalogo?

P.s.

Se è giusto, prima di esprimere giudizi, attendere l’evoluzione di questa vicenda, e l’eventuale processo se al processo si dovesse arrivare; se è corretto attenerci alla presunzione di innocenza, visto che l’onorevole Savona, tramite il suo legale, si è dichiarato estraneo a questi fatti; tutto ciò rilevato e considerato, un fatto comunque è sotto gli occhi di tutti: ancora una volta viene fuori una storia nella quale i fondi per la Formazione professionale siciliana non sarebbero stati correttamente impiegati per formare i giovani, dando lavoro a chi, all’epoca dei fatti, era senza lavoro: condizione di disoccupazione che si protrae fino ad oggi.

Di tutto possiamo dubitare, ma non del fatto che i giovani siciliani sono rimasti senza formazione e che i disoccupati del settore sono ancora disoccupati. 

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