No, non lo dobbiamo dimenticare. Soprattutto tra poco più di un mese, quando andremo a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. Così come non dobbiamo dimenticare che i meridionali non possono votare per la Lega, una formazione politica che va contro gli interessi del Sud 

La Sicilia sta affondando. Ieri, a Sala d’Ercole, dopo due mesi di ‘annacamento’, il vice presidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha preso atto che esiste una sentenza della Corte Costituzionale che ha ‘cassato’ la possibilità di ‘spalmare’ in 30 i disavanzi. Non è il Governo nazionale che blocca una prassi (sbagliata, detto per inciso): è la Consulta che lo impone

Per la Regione è una notizia drammatica: ma non è una notizia nuova, visto che è nota da mesi. Non è vero che non ci sono soluzioni. Se è impossibile, oggi, andare a rivedere i due ‘Patti scellerati’ tra Stato e Regione firmati dal Governo Renzi e dall’ex presidente Rosario Crocetta, è invece possibile andare a fare chiarezza sulla discutibile cancellazione dei residui attivi effettuata nel 2015 .

A nostro modesto avviso, con una manovra effettuata in frett’e furia, l’Assemblea regionale siciliana di tre anni fa ha cancellato dalle entrate fondi che non andavano cancellati. Il Governo Musumeci faccia chiarezza su questo papocchio e provi a recuperare una parte di quei fondi. Dopo di che si rendano noti i nomi dei deputati della passata legislatura che hanno approvato questa incredibile cancellazione di entrate dal Bilancio della Regione (anche perché alcuni di questi ‘campioni’ ricoprono ancora il ruolo di parlamentari regionali).

Sarebbe, questa, una manifestazione di chiarezza politica anche rispetto alle elezioni europee previste tra poco più di un mese.

Detto questo, sempre a proposito di una Regione che, sotto il profilo finanziario, rischia di affondare insieme con le ex Province e con molti Comuni, abbiamo il dovere di ricordare chi, tra il 2008 e il 2017, ha retto il ‘moccolo’ prima al Governo del ribaltone di Raffaele Lombardo e poi al Governo non di Rosario Crocetta, che è stato solo ‘usato’, ma al Governo del PD e di Confindustria Sicilia: il Governo dell’ex senatore Giuseppe Lumia, il Governo di Antonello Cracolici, di Davide Faraone e, perché dimenticarlo, anche il Governo di Antonello Montante (che, a nostro avviso, tra tutti, non era quello che reggeva il gioco).

Al PD, le 2016, si è aggiunto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che con Renzi ha gestito, perdendo, le elezioni regionali siciliane del novembre 2017. Così, giusto per non dimenticare.

Ieri siamo stati quasi costretti a ricordare agli amici della CISL – che oggi baldanzosamente difendono pensionati e anziani lasciati senza assistenza sociale – che a penalizzare pensionati e a tagliare i fondi della legge nazionale sui servizi socio assistenziali – la legge n. 328 del 2000 – è stato il passato Governo nazionale di centrosinistra.

E quando questo è avvenuto abbiamo registrato solo un grande e spettrale silenzio politico e sindacale. L’unico che ha ricordato il taglio dei fondi alla legge nazionale 328 è stato l’ex Ministro del PD, Maurizio Martina: quest’ultimo, errando, pensava che il taglio a questi fondi fosse opera dell’attuale Governo nazionale Giallo-Verde: invece a tagliare questi fondi è stato il Governo del PD del quale era Ministro!

Noi abbiamo il dovere di ricordare ai siciliani chi ha lavorato sistematicamente contro la Sicilia, smascherando chi, oggi, prova a far dimenticare il passato – peraltro recente – per tentare di costruirsi una nuova ‘verginità’ politica.

Sempre ieri abbiamo letto una dichiarazione del parlamentare regionale del PD, Giuseppe Lupo, sui ‘buchi’ del Bilancio regionale. La prima cosa che l’onorevole Lupo avrebbe dovuto scrivere è che la responsabilità del disastro finanziario della Regione siciliana è frutto di scelte dissennate adottate dal PD a livello nazionale e accettate dal PD siciliano: scelte che, oggi, pesano sulle tasche di milioni di siciliani.

Invece l’onorevole Lupo sembra arrivato dalla luna: non solo non ci racconta chi sono i responsabili di questo sfascio, ma pontifica su cosa si deve e non si deve fare. Insomma, il suo bel partito ha combinato il danno e, adesso, se ne devono occupare il Governo nazionale e l’attuale Governo regionale, mentre lui e i sui compagni di partito devono commentare quello che gli altri faranno.

Anche la CGIL e la UIL della Sicilia non ci sembrano molto convincenti. Forse alla fine della passata legislatura non la CGIL siciliana in tutte le sue tante articolazioni, ma il segretario generale, Michele Pagliaro, si è un po’ dissociato dai disastri provocati dal Governo Crocetta.

Ma l’ha fatto criticando il Governo Crocetta, non il PD, pur sapendo – non poteva non saperlo – che il responsabile politico dei disastri amministrativi e finanziari della Sicilia era il Partito Democratico.

A proposito di sindacati confederali non possiamo non ricordare cosa è successo, dal 2008 ad oggi, al mondo della Formazione professionale, al mondo delle politiche del lavoro e ai lavoratori della Forestale.

Noi siamo stati testimoni, sulla Formazione professionale, degli accordi tra il Governo Crocetta e i sindacati che, regolarmente, o non trovavano applicazione, o trovavano applicazione solo per gli ‘amici’.

Anche sugli ormai ex Sportelli multifunzionali abbiamo assistito a un massacro iniziato con il Governo Lombardo e proseguito con il Governo Crocetta.

I lavoratori del comparto Forestale della Sicilia, nella passata legislatura, sono stati massacrati da una campagna mediatica nazionale. E mentre questo si verificava i sindacati confederali non hanno mai contestato la scomparsa del processo di stabilizzazione dei lavoratori del comparto forestale della Sicilia.

L’ordine era quello di massacrarne l’immagine pubblica: e così è stato.

Solo da quando il centrosinistra ha lasciato il Governo della Regione CGIL, CISL e UIL della Sicilia sono tornati a porre il tema della stabilizzazione degli operai della Forestale.

A nostro modesto avviso, dal 2008 al 2017, sono avvenute troppo cose negative, nella politica siciliana e nella gestione del ‘sociale’: fatti che oggi non possiamo archiviare solo perché si è chiusa una stagione politica.

Noi abbiamo il dovere di ricordare che il PD e chi gli ha retto il gioco hanno provocato danni enormi alla Sicilia. E non può bastare solo il personaggio di ‘grido’ messo in lista – è il caso del PD – per provare a far dimenticare ai siciliani tutto quello che è successo, invitandoli a votare per il PD alle elezioni europee.

Per carità: i siciliani che intendono votare PD si accomodino pure. Ma noi abbiamo il dovere di ricordare il ruolo nefasto esercitato da questo partito in Sicilia dal 2008 al 2017. Sottolineando che i siciliani di sinistra che vogliono votare a sinistra alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo hanno a disposizione due partiti di sinistra: i Verdi e il Partito Comunista di Marco Rizzo: queste sono due formazioni di sinistra, le altre, se siete veramente di sinistra, lasciatele perdere.

Abbiamo anche il dovere di ricordare che i siciliani e i meridionali, per definizione, non debbono votare la Lega di Salvini. Ricordatevi che la Lega ha lavorato e lavora contro i meridionali.

La Lega ha già presentato la lista nella circoscrizione Sicilia-Sardegna. Capolista è il leader della Lega e Ministro degli Interni, Matteo Salvini, che cercherà di sfruttare la ‘pancia’ dei siciliani stanchi della vecchia politica.

Ai siciliani e ai sardi ricordiamo che, ogni voto che daranno alla Lega di Salvini, sarà un voto contro la Sicilia e contro la Sardegna. Svegliatevi: il progetto della Lega è quello di togliere alle Regioni del Sud 190 miliardi di euro, massacrando la scuola pubblica e la sanità pubblica.

Tra l’altro, non è vero che la Lega è contro l’Unione europea dell’euro: lo è stata nel passato, certo, ma oggi non lo è più: tant’è vero che non vuole più eliminare il CETA, il trattato commerciale internazionale tra UE e Canada che è rovinoso per il Sud (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ribadiamo: svegliatevi e non votate Lega. Sarebbe un gravissimo autogol!

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