Invece di affrontare i veri problemi dell’agricoltura siciliana il Governo Musumeci butta fumo negli occhi dei siciliani annunciando nuovi bandi del PSR vecchi di almeno quattro anni! Le amare considerazioni di Cosimo Gioia e Mariano Ferro su globalizzazione dell’economia, debiti degli agricoltori e aste giudiziarie. Il ‘mistero’ dei fondi europei destinati all’agricoltura siciliana che finiscono nelle tasche di soggetti che con la Sicilia non hanno nulla a che spartire 

Il Governo regionale della Sicilia annuncia in pompa magna il lancio elettorale di 15 bando del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per un totale – sulla carta – di 146 milioni di euro. Aria fritta allo stato puro: si tratta, infatti, di vecchi bandi del Psr 2014-2020 tirati fuori a poco più di un mese dal voto per le elezioni europee. Un atto politico e amministrativo un po’ volgare, che ricalca i motivi della vecchia politica politicante.

Servono all’agricoltura siciliana questi bandi? Domanda da cento punti. Intanto vediamo di che si tratta. Poi li commentiamo insieme.

“I bandi – leggiamo nel comunicato di Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana – stanziano 40 milioni di euro per gli investimenti nelle aziende agricole; 35 milioni per l’agricoltura biologica; 22 milioni di euro per la viabilità rurale; 12,5 milioni di euro per le zone svantaggiate montane e le isole minori (due bandi); 9 milioni di euro per il contenimento della erosione; 6,5 milioni di euro per il ritiro delle superfici lungo i corsi d’acqua; 5 milioni di euro per gli investimenti non produttivi in aziende agricole; 5 milioni di euro per il sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici; 3,5 milioni per la conservazione delle risorse genetiche vegetali; 2,5 milioni di euro per la preservazione della biodiversità; 2,2 milioni di euro per la diversificazione delle attività agricole; 1,5 milioni di euro per la conservazione della biodiversità (risorse genetiche in agricoltura); un milione per sostegno a scambi interaziendali; duecentomila euro per il mantenimento dei campi degli agricoltori custodi”.

Il passaggio più importante di questo comunicato è l’ultimo: “duecentomila euro per il mantenimento dei campi degli agricoltori custodi”: e siccome è il più importante lo stanziamento è irrisorio! 

La figura degli “agricoltori custodi” in una Regione come la Sicilia, ricca di varietà di grani antichi è importantissima (COME POTETE LEGGERE QUI): sono gli agricoltori che hanno il compito di impedire che i grani antichi della Sicilia facciano la fine della varietà di grano duro Senatore Cappelli ‘privatizzata’ da un gruppo del Centro-Nord Italia (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ribadiamo: 200 mila euro ci sembra una cifra irrisoria: la conferma che, per i grani antichi la Regione siciliana dovrebbe fare molto di più.

Anche le altre cifre altisonanti non debbono trarre in inganno. Ricordiamo che i passati Governi regionali hanno eliminato l’Agenzia siciliana per i pagamenti agli agricoltori, che sono stati centralizzati a Roma. Se ne occupa, per l’appunto, l’AGEA – l’Agenzia nazionale per i pagamenti in agricoltura.

Una doppia assurdità: sia perché la Sicilia è una Regione autonoma, sia perché questa prassi folle, voluta dai Governi regionali di centrosinistra che hanno scientificamente affossato la Sicilia e l’agricoltura siciliana, è in contraddizione con il ruolo svolto dal Comitato di sorveglianza dei fondi europei destinati all’agricoltura siciliana che opera nella nostra Isola: si fa tutto in Sicilia, tranne che la cosa più importante: i pagamenti!

Attenzione: è stata una scelta voluta che ha avuto, come unico risultato, quello di ritardare i pagamenti agli agricoltori siciliani di due e anche di tre anni! E di questo gli agricoltori siciliani debbono ringraziare i partiti e i Governi di centrosinistra!

E siccome noi le cose le diciamo per quello che sono, dobbiamo aggiungere che è stato l’attuale Governo nazionale Giallo-Verde a sbloccare e a ridurre, in Sicilia, i tempi dei pagamenti in agricoltura (COME POTETE LEGGERE QUI).

Detto questo, abbiamo la sensazione che il Governo Musumeci, con questi bandi elettorali del PRS, abbia gettato solo molto fumo negli occhi dei siciliani. Noi, infatti, condividiamo l’analisi di Cosimo Gioia, agricoltore, produttore di grano duro, che sulla propria pagina Facebook, a proposito di questa sceneggiata sul PSR Sicilia, scrive:

“Ma qui il problema e un altro. Occorre il soccorso verso un settore indebitato al massimo che non riesce ad uscire fuori dai debiti e dal calo dei prezzi che non pagano le spese… non hanno capito niente… e chi è quel pazzo che si impelaga in altri investimenti con i terreni e le case ipotecate’”.

Ancora più diretto il leader dei Forconi siciliani, Mariano Ferro, che, sempre su Facebook, attacca frontalmente il Ministro di Grazia e Giustizia, il grillini sicilino Alfonso Bonafede:

“E’ vero, è davvero sconcertante che in Sicilia non si applichi lo spazzacorrotti. Solo che qui in Sicilia lo sconcerto lo abbiamo superato, siamo oltre, molto oltre lo sconcerto, semu schifiati! Siamo sconcertati perché quando i 5Stelle eravate all’opposizione in Assemblea regionale siete stati primi firmatari del DDL voto per proporre addirittura l’impignorabilità della prima casa ed oggi che siete al Governo del Paese non avete ancora scritto una sola parola per dare seguito a quel provvedimento.

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🤢”.

“Siamo sconcertati – prosegue Ferro – perché voi stessi facevate pressione (così almeno ci avete sempre detto

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🤥) all’allora Governo di Centrosinistra per una soluzione urgente ed oggi siete diventati muti, surdi e ‘stagnanti’.

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🤮 UGUALI AL PD. Siamo sconcertati perché lei è un Ministro siciliano e che in quanto tale avrebbe dovuto prendere al volo l’occasione per dare una risposta alla sua terra aggredita dalla povertà, dalle banche e dalla speculazione ed invece notiamo che non vede più, non sente più e non parla più esattamente come quelli del PD

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🤥. UGUALI AL PD”.

“Ed infine – conclude il leader dei Forconi siciliani – la ciliegina: siamo sconcertati perché un suo collaboratore non più tardi di cinque giorni fa ci ha addirittura risposto che l’argomento aste non è materia di cui si occupa il Ministero che Lei rappresenta.

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😲 PEGGIO DEL PD. Ci creda Signor ‘Ministro’ siamo sconcertati perché non abbiamo ancora chiaro se siete falsi, inadeguati o se siete incapaci.

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😭. Auguri di Buona Pasqua signor Ministro”.

Cosimo Gioia e Mariano Ferro toccano temi delicatissimi: la grandi difficoltà in cui si dibattono oggi tanti agricoltori siciliani massacrati dalla globalizzazione dell’economia, ovvero dall’arrivo in Sicilia di prodotti agricoli esteri, spesso di pessima qualità, a prezzi stracciati.

Rispetto a questo problema il Governo Musumeci è ‘latitante’ e, anzi, in qualche occasione – di certo senza rendersene conto – fa il gioco di chi vuole affossare l’agricoltura siciliana: ne parleremo più tardi, quando vi racconteremo l’ultima sceneggiata del Corpo Forestale della Sicilia, un ufficio che, in materia di controlli, fino ad oggi, è sulla stessa lunghezza d’onda del Governo Musumeci…

Ai prodotti agricoli siciliani che non trovano mercato si sommano i debiti degli agricoltori e le ‘aggressioni’ ai terreni e alle abitazioni degli stessi agricoltori. E qui il Ministro Bonafede – che nella vita fa l’avvocato, dovrebbe sapere di cosa si tratta: o non sa cosa sono le aste giudiziarie e le Sezioni fallimentari dei Tribunali?

In Sicilia ci sono almeno tre agricolture, più una quarta – strettamente legata ai fondi del PSR – della quale, dal 2001 ad oggi, si sa poco o nulla.

La prima è fatta da agricoltori che ormai operano a prescindere dai fondi della pubblica amministrazione siciliana. A giudicare da quello che ha denunciato l’agricoltore Nino Tornatore sul Corriere della Sera (poiché non riusciamo ad allegare l’articolo del Corriere POTETE LEGGERE LA SUA STORIA ANCHE QUI) non hanno molte soluzioni alternative.

Questi agricoltori sono gli unici che si salvano, a meno che non vengano ‘bastonati’ dalle autorità regionali che vanno a verificare se tutti i cervellotici regolamenti dell’Unione europea (spesso ‘confezionati’ per distruggere le agricoltura del Sud Europa) vengono applicati alla lettera (qualche giorno vi racconteremo cosa sono stati capaci di inventarsi a Bruxelles per mettere in difficoltà i produttori di formaggio artigianali: tutto questo con il dubbio che i ‘Grandi formaggi’ vengano prodotti con latte non italiano: ma su questo fronte l’Unione europea non vede…).

La seconda agricoltura della Sicilia è fatta dagli agricoltori in crisi: a questi dei bandi del PSR non gliene può fregare di meno perché non sanno come pagare i debiti, visto che non riescono a vendere ciò che producono. Sono la maggioranza degli agricoltori siciliani per i quali l’attuale Governo Musumeci non ha fatto nulla.

Alla terza categoria appartengono gli agricoltori siciliani che operano nel biologico. Anche loro sono in grande difficoltà. Varie le cause.

La più importante è dovuta ai ritardi dei pagamenti ad opera della citata AGEA (vicenda che meriterebbe un capitolo a parte per i risvolti).

Un altro problema di questo settore è frutto degli errori (chiamiamoli così) commessi da alti burocrati del passato. Errori amministrativi che erano stati in parte superati con la gestione del dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Carmelo Frittitta – da ieri ex dirigente generale del dipartimento Agricoltura – visto che è stato ‘silurato’ (QUI UN NOSTRO ARTICOLO SU QUESTA ENNESIMA FOLLIA DELL’ATTUALE GOVERNO REGIONALE). Ora siamo tornati al vecchio che avanza: la situazione peggiorerà? Noi crediamo di sì: la nostra sensazione è che torneranno le solite clientele del vino…

La quarta agricoltura, infine. Fatta di due figure ‘misteriose’: i ‘Giovani agricoltori’ di cui si sa poco o nulla, e i soggetti che con la Sicilia non hanno nulla a che spartire, ma che intercettano una parte dei fondi europei destinati all’agricoltura siciliana.

I primi sono ‘oggetti misteriosi’: vengono finanziati con i fondi europei per dare vita a nuove iniziative imprenditoriali. Ma poi, di molti di loro, si perdono le tracce.

Ancora più oscura la storia dei fondi europei destinati all’agricoltura siciliana che finiscono a soggetti che hanno poco o nulla con la Sicilia. Sarà un ‘segreto di Stato’, perché a parte qualche grosso nome del vino piombato nella nostra Isola nei primi anni del 2000 dopo gli ottimi studi effettuati sui vitigni siciliani dal grande enologo Giacomo Tachis, di questi si sa veramente poco.

Sì, sarà un ‘segreto di Stato’, se è vero che nessun gruppo parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana ha mai chiesto e messo a disposizione dei siciliani un report dove vengono indicati, con nomi e cognomi, i soggetti che hanno percepito i fondi europei destinati all’agricoltura siciliana dal 2001 ad oggi. La ‘trasparenza’ prima di tutto. Misteri siciliani.

Foto tratta da venditegiudiziali.it

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