La Procura di Palermo, tramite il pubblico ministero, Gaspare Spedale, ha citato a giudizio i giornalisti Maurizio Zoppi e Piero Messina, imputati di diffamazione aggravata a mezzo stampa per un articolo pubblicato da “L’Espresso” nel luglio 2015, nel quale si attribuiva al dottor Matteo Tutino una frase di un’intercettazione telefonica, ritenuta falsa, in cui il medico, a colloquio con l’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, avrebbe affermato che Lucia Borsellino, in quel periodo assessore regionale alla Sanità, “Va fatta fuori come il padre”. Con i due giornalisti è stato citato a giudizio anche l’allora direttore dell’Espresso, Luigi Vicinanza. L’udienza è in calendario il prossimo 16 luglio. L’Espresso e i tre giornalisti lo scorso anno hanno subito una condanna in sede civile, a 50mila euro di risarcimento per Tutino e a 57mila euro per Crocetta. Un altro filone dell’inchiesta – che è nella fase dibattimentale – riguarda l’ipotesi di calunnia: Zoppi e Messina hanno indicato nel capitano del Nas dei Carabinieri, Mansueto Cosentino, la fonte della notizia. I giornalisti hanno sostenuto di averla appresa da lui nel 2014, circostanza smentita dal militare.

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