Sistema Montante. Gli atti della commissione antimafia prendono vita al Teatro Machiavelli di Catania con l’on. Claudio Fava e gli attori David Coco, Simone Luglio e Liborio Natoli il 18 e il 19 maggio.

L’intervista a Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia

Sistema Montante. Una vicenda che ha del tragico nella sua tragedia. Da qui la volontà di portare a teatro una vicenda tanto delicata e che macchia il sistema dell’antimafia in Sicilia?

«È un’operazione da far conoscere utilizzando le parole dei protagonisti una storia da far conoscere. Noi abbiamo questa opportunità, questo privilegio. La relazione conclusiva della Commissione Antimafia è costruita sui verbali delle audizioni».

«Per cui non abbiamo bisogno di inventare nulla», prosegue l’on. Fava. «Bisogna lasciare la parola a coloro che hanno raccontato in commissione la loro vicenda, la loro amicizia nei confronti di Montante, o la loro subalternità o la collera subita da parte del sistema Montante. Le estromissioni, le prescrizioni… È un campionario di umanità dove dentro c’è di tutto, dal ministro al senatore, al funzionario, al giornalista. Io credo che queste vicende debbano uscire fuori dai luoghi delle istituzioni, dai palazzi della politica per sapere esattamente cos’è accaduto accanto e dietro la nostra vita. Il modo più semplice era quello di creare una drammaturgia in cui io racconterò la relazione, il lavoro che è stato fatto dalla commissione antimafia e poi, alcuni bravi attori dello Stabile leggeranno interpretando i vari personaggi, le varie figure».

Sulla figura di Antonello Montante era stata costruita l’immagine paladino dell’antimafia, considerata la sua vicinanza a diverse associazioni. Associazioni che suggerivano, a detta dell’ex Presidente del Tribunale delle Misure di Prevenzione di Palermo, la dott. Silvana Saguto, anche i nomi di amministratori giudiziari il cui operato è stato molto criticato.

Ieri in commissione antimafia sono stati uditi Cavallotti, Nicetae Lena. Sono stati chiesti chiarimenti anche in questo senso?

«Sono state audizioni molto importanti e anche molto cruente perché le storie che ci hanno portato questi tre imprenditori sono al limite della fantascienza dove ci si rende conto che la macchina della giustizia è sorda e cieca, nel senso che procede a prescindere da colpe accertate da responsabilità reali. Per cui, bisogna semplicemente applicare le regole del gioco. Anche se questo poi ha portato, come nei casi che abbiamo ricostruito ieri, alla  nel caso ricostruito ieri allo smantellamento di tre grandi attività aziendali».

«Aver riconosciuta la propria innocenza, la propria estraneità alle cose contestate dopo sei, otto, dieci anni, e riprendere in mano aziende che sono state rivoltate come un calzino, svuotate di ogni competitività e ridotte soltanto a una massa di debiti, è – ammette il Presidente della commissione antimafia – una cosa grave. È grave soprattutto perché l’esito di questo sostanziale fallimento è legato alle amministrazioni giudiziarie».

«E questo è uno dei punti che la commissione dovrà e vorrà approfondire, non solo su come questa legge debba essere rivista, ma anche negli effetti che produce. Mi rendo conto che occorre del tempo per accertare presunte responsabilità, collusioni, connivenze. Ma non si può accettare che alla fine di questo percorso, ciò che è stato sequestrato venga restituito tradotto e ridotto a una somma di macerie. Anche quando le macerie sono conseguenza di una gestione molto disinvolta, e in alcuni casi molto privatistica, da parte di amministratori giudiziari. Anche questa vicenda degli amministratori giudiziari, al di là della vicenda penale che sta andando avanti a Caltanissetta, noi abbiamo il dovere e la necessità di approfondire».

Siete a conoscenza di soggetti verso i quali il sistema Montante come il sistema Saguto potrebbero avere interferito attraverso le associazioni antimafia relativamente alle misure di prevenzione?

«Non in modo specifico. La vicenda che noi abbiamo sviluppato su Montante riguardava soprattutto le interferenze all’interno della politica siciliana, della macchina burocratica, amministrativa, normativa, meccanismi di spesa. Ci interessava capire in che modo avesse funzionato questo governo parallelo alla regione, che cosa avesse prodotto e attraverso quali compiacenze, quali complicità fosse stato capace a diventare un sistema di potere così forte e così impunito per così tanto tempo».

Sabato 18 è già sold out. Quindi la replica domenica 19 maggio.

«Sì. La sala non è piccola ma non è nemmeno enorme. Sono 160 – 170 posti. Le prenotazioni hanno fatto il tutto esaurito già venerdì sera. Abbiamo deciso, grazie anche alla disponibilità e alla gentilezza degli attori, di andare in replica domenica alle 18:30».

Per assistere allo spettacolo di domenica occorre prenotare tramite messaggio Wathsapp al numero 3289689007, avendo cura di specificare il proprio nominativo.

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