Il prossimo appuntamento dei lavoratori autonomi con il Fisco è segnato per il mese di giugno, nel quale bisognerà pagare il saldo 2018 e l’acconto 2019 per i ricavi conseguiti.

Il sistema di tassazione dei lavoratori autonomi varia in base a diversi fattori, quali il tipo di attività esercitata, la localizzazione e i contributi previdenziali, determinando la suddivisione dei contribuenti in fasce fiscali diversificate.

Entro il 15 giugno sarà necessario emettere tutte le fatture registrate fino a maggio, versando l’imposta sul valore aggiunto relativa, mentre entro il 18 giugno sarà obbligatorio pagare le ritenute d’acconto dell’Irpef, utilizzando il modello F24.

Da recenti dati statistici è emerso che solo il 12% dei contribuenti italiani paga il 58% delle tasse sul reddito.

Nel 2017, per esempio, su 60,48 milioni di cittadini residenti, solo 41.211.336 hanno presentato la dichiarazione dei redditi a fine anno, ma a pagare l’Irpef sono stati solo 30.672.866: il 49,29% degli italiani risulterebbe quindi essere senza reddito ed esente dal pagamento dell’Irpef.

Essere un lavoratore autonomo o un libero professionista comporta in primis l’onere di calcolare e determinare le tasse da pagare sull’utile ottenuto, elemento che varia a seconda del proprio regime fiscale.

A tal proposito, dal 2018, è possibile scegliere tra l’adesione al regime agevolato forfettario e il regime ordinario, oppure quello a contabilità semplificata.

Mentre per i lavoratori dipendenti il problema della tassazione viene operato a monte dai datori di lavoro, che operano come sostituti d’imposta, per gli autonomi il sistema da seguire è completamente diverso; per approfondire e capire le modalità e le tipologie di tasse partita iva è utile la guida realizzata da Fatture in cloud, che fa chiarezza sugli scaglioni di reddito e le relative aliquote applicate.

Se l’apertura di una partita Iva non comporta per i futuri lavoratori autonomi il pagamento di spese iniziali collegate alla gestione, una volta intrapreso il percorso imprenditoriale, sui liberi professionisti, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori in forma individuale grava poi l’onere di presentare la dichiarazione dei redditi annuale, l’obbligo di tenuta della contabilità, gli obblighi previdenziali, le tasse per l’iscrizione agli albi o agli elenchi e naturalmente le tasse sulla persona a seconda dello scaglione reddituale cui si rientra.

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