Si presenta alla stampa il neo allenatore della Juventus. Si presenta in giacca e cravatta soprattutto al popolo bianconero e,con tono pacato e convinto delle sue teorie analizza e risponde alle domande dei giornalisti che non risparmiano le frecciatine che tutti aspettavano di fare. Non si tira indietro a rispondere della sua esperienza inglese e soprattutto a quella di Napoli ove erano focate le maggiori domande . Non rinnega di essere tifoso napoletano sin da piccolo e ringrazia De Laurentis per avergli dato la possibilità di aver allenato la sua squadra del cuore. 

Da qui riparte con una nuova avventura e nuovi stimoli con i campioni e mette in chiaro che la serietà della Juventus, prima società Italiana sotto tutti gli aspetti, l’ha colpita nel suo animo e soprattutto, è contento per la voglia di averlo cercato con caparbietà e, voluto a guidare la squadra bianconera. 

Testa bassa e pedalare dunque, con Sarri che ha capito subito dove si trova eppur non conoscendo ancora lo stile Juve, dice dell‘occasione della vita che ha sotto mano. Allegri gli lascia un’eredità pesante con un percorso e risultati straordinari ma, il suo credo calcistico deve essere un ulteriore stimolo per portare al suo nuovo club un gioco diverso che tutti chiedono a partire dalla società e dagli stessi tifosi.

Un percorso lungo e breve nello stesso tempo perché il campo deve dare risultati positivi a breve e/o lungo raggio visto che si parla di una società dove le vittorie sono il pane quotidiano per tutti, dal magazziniere al presidente. Una scommessa di Paratici e Nedved che viene monitorata da Andrea Agnelli che ha dato fiducia ai suoi collaboratori nel gestire una filosofia e  un cambiamento che nessuno si aspettava vedasi proprio la scelta voluta.

Tanti gli scettici e tanti coloro che non vedono di buon occhio questa sua condizione tecnica alla guida dei campioni d’Italia ma solo il campo dirà la verità e presto ci si dimenticherà di tutto e tutti se, arriveranno i risultati. Ha confermato l’errore del dito medio fatto dopo la partita dello scorso anno a Torino verso una parte di tifoseria (che tali non reputa), cosi come ha chiarito la questione legata alla maglie a righe che non indicava la Juventus ma una dichiarazione a caldo fatta dopo Napoli – Milan.

Un legame che durerà fino al 2022 e che dovrà portare continuità in campionato e soprattutto il modo di giocare, proprio perché le prime otto squadre Europee hanno un gioco collaudato e ben organizzato e, nella maggior parte dei casi chi gioca bene alla lunga la vince, dunque…..

 

 

Antonio David

 

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