Il ministero delle Infrastrutture replica alle accuse di modifiche in peggio dell’emendamento “salva imprese” nel decreto “Crescita” mosse dai Comitati delle imprese creditrici dei Contraenti generali, come la Cmc in Sicilia, e afferma: “Non c’è stato alcun colpo di spugna sulla norma ‘salva imprese’ del decreto ‘Crescita’, inserita durante l’esame alla Camera. La misura è stata semplicemente migliorata, grazie all’impegno economico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha destinato proprio ai creditori delle aziende già in crisi la somma di 45 milioni di euro. Allo stesso modo, non c’è alcun rinvio senza termine del pagamento dei crediti pregressi delle imprese sub appaltatrici e fornitrici: proprio grazie alle risorse già stanziate, quando il Fondo sarà operativo, già prima della pausa estiva, potranno essere presentate le domande di pagamento che saranno istruite nel modo più efficiente e celere possibile, sulla base della documentazione fornita dai creditori o in base alle verifiche svolte presso il Contraente generale”.

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