Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha presentato un esposto al procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio sul caso della nave Sea Watch.

Nell’esposto il sindaco cita l’ordinanza del gip Alessandra Vella, che lo scorso 2 luglio aveva rimesso in libertà la comandante tedesca Carola Rackete.

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Orlando chiede “l’accertamento e la valutazione di eventuali illeciti delle ‘autorità nazionali’ che a vario titolo, mediante provvedimenti o comportamenti contrari a precisi obblighi dell’ordinamento interno derivanti da fonti convenzionali e normative di rango sovraordinato, hanno di fatto ritardato e ostacolato per molti giorni l’esercizio del diritto/dovere della comandante della ‘Sea Watch 3′ di condurre in salvo in un porto sicuro le persone soccorse in mare il 12 giugno, e hanno ordinato il tentativo di impedimento dell’attracco della stessa imbarcazione alla banchina del porto di Lampedusa avvenuto il 29 giugno, posto in essere dai militari della Guardia di finanza incaricati dell’operazione”.

Nell’esposto Orlando ripercorre quanto accaduto, a partire dalle prima richieste di aiuto avanzate dalla Sea Watch e ricorda che “in particolare, quanto disposto dal G.I.P. è stato motivato con il richiamo dell’articolo 18 della convenzione sul diritto del mare (“Montego Bay”) e dell’articolo 10-ter del decreto legislativo n°268/98, sulla quale ultima disposizione l’organo giudicante ha espresso l’avviso che “Dalla suddetta previsione deriva l’obbligo, in capo alle autorità statali, di soccorrere e fornire prima assistenza, allo straniero che abbia fatto ingresso, anche non regolare, nel territorio dello Stato.”

Il sindaco Orlando ha da sempre espresso una posizione favorevole allo sbarco dei migranti in Italia, fronte sul quale si è scontrato più volte con il ministro Salvini.

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