Tutti sapevano della spartizione delle poltrone”, dice Alfonso Sabella

Alfonso Sabella è un magistrato che si è particolarmente impegnato nel contrasto alla mafia e ai corrotti

Sul sito dell’ Agi un  pubblicata l’interessante intervista di Marco Bova al giudice siciliano

Caso Procure: intervista al magistrato (oggi giudice a Napoli) divenuto noto anche per la serie tv Il Cacciatore. “La magistratura dovrebbe dare un grosso segnale di differenza etica. Il sorteggio è un male incredibile ma forse sarebbe forse l’unico modo trasparente”

“Tutti conoscevamo il sistema di spartizione delle poltrone. Anche Paolo Borsellino ne fu “vittima”, però le garantisco che la magistratura è tuttora sana, altrimenti la toga l’avrei già buttata”. È un fiume in piena il magistrato Alfonso Sabella, per anni impegnato in Sicilia nella caccia dei latitanti di mafia e divenuto noto per la serie tv Il Cacciatore. “Alcuni anni fa ho capito che da solo non avevo la forza di cambiarlo, non ho trovato grandi sponde e quindi ho deciso di adeguarmi ma per coerenza personale non presento domande per incarichi direttivi o semi-direttivi”, ha detto alla vigilia del ventisettesimo anniversario della Strage di Via d’Amelio, a margine di un incontro organizzato dall’Anm a Marsala (Trapani), la città in cui Borsellino trascorse gli anni precedenti al Maxi processo e quelli immediatamente successivi.

Cosa ne pensa di ciò che sta emergendo dall’indagine della Procura di Perugia?

Che sapevamo tutto, almeno io sapevo tutto. Ovviamente nessuno di noi poteva immaginare questo rapporto a doppio filo con la politica. Ma la logica di spartizione delle poltrone la conoscevamo tutti, chi dice il contrario mente. Questo sistema si basa sulle correnti, a cui io non sono iscritto pur condividendone lo spirito”.

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