La Sicilia dovrà certificare entro il prossimo 31 dicembre la spesa di 387,5 milioni di euro per il Fesr, ovvero il Fondo europeo per lo sviluppo delle regioni, e di 67,6 milioni di euro per il Fse, il Fondo sociale europeo, al fine dei evitare il disimpegno automatico delle risorse dei fondi europei di sviluppo ed investimento. Così è secondo l’analisi del Centro Pio La Torre. Ancora più nel dettaglio, in riferimento al Fondo di sviluppo delle regioni, che ha stanziato 4,473 miliardi di euro tra 2014 e 2020, la spesa certificata è pari a 734,2 milioni e bisogna ancora certificare la spesa del 34,6% dell’obiettivo pari a 387,5 milioni di euro. In riferimento, invece, al Fondo sociale europeo, che ha stanziato 820,1 milioni di euro tra 2014 e 2020, la Sicilia ha certificato spese per 121,2 milioni e dovrà certificarne altri 67,6, quindi ancora il 35,8%. L’economista Franco Garufi commenta: “Sono cifre che inducono a qualche preoccupazione se le si confronta con quelle delle altre regioni a ritardo di sviluppo. Dei 3,24 miliardi che l’Italia dovrà spendere entro l’anno, ben 455,1 milioni sono a carico della Sicilia, il 13,7% del totale. Non è poco, anche se siamo per fortuna lontani dal disastro di qualche programma operativo nazionale, come per esempio il Pon ‘Inclusione’ del Fondo sociale europeo, che sarà costretto a rendicontare addirittura il 64,8% della spesa”.

Rispondi