La Uil agrigentina, capitanata da Gero Acquisto, ha partecipato ad alcuni incontri in Prefettura con all’ordine del giorno la vertenza ItalCementi a Porto Empedocle. Giovanni Manganella, della Uil, riferisce che l’impresa Iseda, amministrata da Giancarlo Alongi, è interessata a una delle cave all’interno della fabbrica di Porto Empedocle per la lavorazione degli inerti dell’edilizia. L’Italcementi ha un progetto per la bonifica di tutte le cave, e l’Iseda chiede la modifica del progetto al fine di utilizzare una cava. Se ciò fosse si tratterebbe di sei posti effettivi di lavoro e di un’altra decina nell’indotto. Manca un accordo, e ci si incontrerà nuovamente a settembre. Ancora la Uil riferisce che, sempre all’interno dell’Italcementi, un’altra impresa intende avviare un impianto per la produzione di gas metano dai rifiuti da inserire nella rete nazionale Snam. Con il residuo della lavorazione sarebbe ricavato del fertilizzante. E Manganella commenta: “In questo modo potrebbero tornare in gioco gli ex lavoratori dell’Italcementi che hanno finito o stanno per esaurire la mobilità dei quattro anni”. Infine, l’impresa Moncada group ha chiesto l’utilizzo dei forni per la produzione di carbone vegetale. Le trattative proseguiranno.

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