Falsi permessi di soggiorno a Catania, Tribunale annulla ordinanza Gip: «Era copia e incolla del pm»

Erano dieci le persone arrestate: I giudici del Riesame non sono entrati nel merito ma hanno criticato al valutazione del primo giudice

Il Tribunale del Riesame si è accorto del modo “furbesco” adottato dai Pm

Purtroppo non è facile leggere in questi documenti e chi ha il coraggio di denunciare finisce nel tunnel chiamato”te la faccio pagare”

Noi siamo per chi fa seriamente il suo lavoro leggendo le carte e avendo rispetto della legge tenendo conto dei valori costituzionali e non dei giochi di prestigio. Non si gioca con la vita delle persone. In Italia esistono magistrati altamente professionali e poi trovi anche quelli delle furbate. I PM i GIP e I GUP sanno che non dovrebbe esistere nessuno interlocuzione privata tra loro a tutela dell’indagato e invece, qualche furbetto ci prova

La Suprema Corte di Cassazione, con  sentenza numero 22327  8 giugno 2012 ,  SI ERA GIà PRONUNCIATA .Infatti aveva respinto il ricorso della Procura contro la pronuncia del Tribunale del Riesame che aveva censurato un Gip “troppo distratto” nello stilare l’autorizzazione alla custodia in carcere di due imputati accusati di traffico di stupefacenti.

La Corte confermato così l’annullamento della misura cautelare poiché il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari, come lo definisce il giudice del riesame, “ha una motivazione soltanto apparente”.

Il Gip in questione nella sua ordinanza , infatti, aveva letteralmente ricopiato, in maniera fra l’altro maldestra, l’istanza del Pubblico Ministero.

Dunque, già da 7 anni i magistrati sanno che il sistema del -copia incolla- oltre ad essere poco professionale e, superficiale, visto che si PARLA DELLA VITA DELLE PERSONE SOTTO INCHIESTA

Antonio Ingroia: «Basta con i Gip copia-incolla. Da avvocato vedo cose folli!» lo aveva detto nel 2017

 Antonio Ingroia, ex aggiunto alla Procura di Palermo ed ora avvocato, sul rapporto tra pm e ufficio del gip

Ingroia entra nel merito

Il pm ordina ed il giudice obbedisce. Il sospetto degli avvocati è statisticamente confermato.

L’ex magistrato  si spinge in dichiarazioni che danno valore a chi sostiene che non vi è chiarezza suio rapporti tra pm , gip e gup

E’ noto il caso dell’ufficio gip/ gup ( i giudici che si occupano delle indagini preliminari e del vaglio sull’esercizio dell’azione penale da parte dei pm, ndr) del Tribunale di Milano: sono pressoché inesistenti i casi in cui, davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, il giudice dell’udienza preliminare emetta sentenza di non luogo a provvedere.

Così come sono sostanzialmente inesistenti i casi in cui i giudici non accolgano l’archiviazione dei pm. I provvedimenti sono sovrapponibili. L’udienza preliminare, da “filtro” per evitare dibattimenti inutili, si è trasformata in un mero passaggio obbligato dall’esito scontato. A tal punto che sta prendendo piede la prassi difensiva di richiedere il giudizio immediato e saltare un passaggio che in concreto si rivela inutile prima del processo. Con Antonio Ingroia, ex aggiunto alla Procura di Palermo ed ora avvocato, approfondiamo il tema.

Fonte: Il Dubbio

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