Era già tutto previsto, forse quei 227 milioni di euro di appalto avevano già un nome ed un cognome.

I monopoli, in Sicilia, non nascono mai per caso. Infatti, nel 2017, a Totò Navarra veniva tributato un omaggio letterario, in pieno stile ‘montantiano’, con la pubblicazione da parte dell’editore Rubettino, di un libro panegirico in suo onore dal beneaugurante titolo: ‘My name is Totò’. Ecco perché non è un caso che in Sicilia la dinastia dei Navarra continua a mietere appalti colossali. Dopo Totò, ebbene si, ora tocca al figlio ! E poi dicono che non serve essere immortalati in delle ‘pregevoli’ e ruffianesche monografie letterarie, in questo caso opera del giornalista Nino Amadore, non nuovo a queste tirate a lucido di personaggi inquietanti. Per farsi un’idea della caratura di questo genere di ‘panegirici’ basta leggere altre due fatiche letterarie assai simili, dedicate all’amico fraterno del Navarra, ossia ‘il padrino dell’antimafia’ Antonello Montante, dal titolo ‘Senza padrini’ e ‘La volata di Calò’, rispettivamente di Filippo Astone e Gaetano Savatteri: altre due boiate pazzesche! Anche questi libri, ovviamente, commissionati dalla stessa lobby confindustriale, hanno un taglio e dei toni anch’essi encomiastici ed entusiatici da fare ‘arrizzari i cairni’. Totò, così come Antonello, è stato celebrato a iosa, nel suo caso per avere fondato, e gestito sino allo scorso anno, la sua ormai celebre PFE, famigerata e megagalattica azienda di pulizie di famiglia che è stata di recente ereditata dal figlio, causa forza maggiore (leggasi: inchieste di Procure e Tribunali). Ma nonostante le bufere giudiziarie, pure quest’ultimo mega appalto è comunque caracollato dalle parti della famiglia Navarra. Così il figlio di Totò, a causa dei legittimi impedimenti del genitore, potrà forse, tranquillamente, continuare, secondo tradizione, seguendo le orme del padre, a ripulire quasi tutte le strutture pubbliche siciliane. È stata proprio una manna caduta dal cielo il grandioso appalto targato ‘Navarra & figli’, ottenuto in maniera assai sospetta e rocambolesca, del valore di 227 milioni di euro, per assicurare le pulizie in tutti gli ospedali siciliani. In tal modo Navarra junior, in Sicilia, per diritto ereditario, è diventato il nuovo ‘re del pulito’, o se volete, modestamente parlando, il nuovo deus ex machina della più grande società di pulizie siciliane. Così in nome del padre, del figlio ed aggiungiamo noi, anche per virtù dello spirito santo, anche questo mega appalto verrà gestito dalla famiglia Navarra!

I Navarra sono davvero fortunati, sembrano avere una specie di calamita che attrae appalti a ripetizione, tanto da diventare, una specie di escusivisti del pulito, che più pulito non c’è! Riescono ad aggiudicarsi, soprattutto in Sicilia, in un modo o nell’altro, quasi tutte le commesse pubbliche che contano, malgrado inchieste ed eventuali processi che li riguardano.

Navarra padre è originario di Mussomeli. Deve le sue fortune a due suoi amici nisseni come lui: Antonello Montante e l’ex presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.

Totò Navarra è inoltre accusato, dalla Procura di Caltanissetta, di avere dato, nel 2012, a Crocetta, una tangente di un milione di euro, assieme all’imprenditore che si occupa di discariche, rifiuti e di tanto altro che non sappiamo, ossia Giuseppe Catanzaro, suo coindagato, e ad Antonello Montante, già condannato a 14 anni di reclusione. Quel milione, secondo la tesi accusatoria, è servito per favorire l’elezione a presidente della Regione di Rosario Crocetta che poi, sempre secondo l’accusa, si sarebbe sdebitato, attraverso dei favori, per così dire, politico-amministrativi, con questi tre suoi finanziatori, nonché con altri loro colleghi imprenditori che hanno contribuito, sempre finanziariamente parlando, ad eleggerlo.

A seguire il link del servizio delle Iene siciliane:

https://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=9774

Rispondi