Dubbi sull’emergenza sanitaria a bordo dell’Open Arms

La ong spagnola Open Arms denuncia lo stato di emergenza sanitaria a bordo della nave ancorata a Lampedusa. Il medico responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, l’ex presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio, replica: “Nessuna patologia ho riscontrato nei migranti sbarcati, tranne una otite”. Più nel dettaglio, la ong ha dichiarato: “La situazione a bordo di Open Arms è drammatica e ingestibile tale da mettere in pericolo imminente la vita delle persone a bordo. Le condizioni di salute psicofisica dei migranti si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio. Da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Si tratta di persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia con torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”. E il medico in servizio a Lampedusa, Francesco Cascio, ha affermato: “Dei 13 naufraghi fatti sbarcare dalla Open Arms solo uno aveva una otite, gli altri non avevano alcuna patologia come abbiamo accertato in banchina. Infatti, sono stati tutti condotti nell’hotspot. C’è qualcosa che non funziona: eppure dalla relazione dello staff Cisom (il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) risulta che a bordo ci sarebbero persone con diverse patologie, tra cui 20 casi di scabbia. Cisom segnala anche un uomo con artrite settica del ginocchio sviluppata dopo la rimozione di sei colpi di pistola in Libia, una donna con ustioni da carburante e un uomo con ferite da arma da fuoco ma entrambi in remissione. E ancora: una donna soffre di crisi epilettiche, ma è trattata e stabile, e un uomo una cisti pilonidale infetta. Diversi migranti presentano infezioni della cute verosimilmente di origine stafilococcica”.

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