A scanso di equivoci, polemiche e ingiusti addebiti di responsabilità nell’ambito del caso sollevato dall’associazione ambientalista MareAmico dei diportisti indisciplinati che navigano nei pressi della riva della costa agrigentina, il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, precisa: “Qualcuno ha rivolto il dito accusatore nei confronti degli uomini della Capitaneria. I militari, coordinati dal comandante Fusco, fanno il loro dovere, nel tentativo di controllare i ben 140 chilometri di costa agrigentina, nonostante uomini e mezzi limitati. E la prova è fornita dal dato che la sola Capitaneria di Porto Empedocle ha inflitto il 10% di tutte le multe comminate a livello nazionale! Il problema vero è che servirebbe almeno un’altra piccola unità da dislocare a San Leone, per controllare le spiagge ad est (Drasy, Punta bianca e Vicinzina), in modo tale da utilizzare l’attuale unità solo per il controllo del settore ovest (per le spiagge di Realmonte, Torre Salsa, fino a Borgo Bonsignore). E’ auspicabile altresì che tutte le imbarcazioni, indipendentemente dalle dimensioni, abbiano un numero identificativo, come avviene già per i ciclomotori. Questo permetterebbe l’identificazione dei trasgressori, che violano la legge e offendono l’ambiente”.

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