Dal 2007 al 2015 ho combattuto il PD con tutte le mie forze. Ho iniziato molto giovane spinto dalla repulsione per le scriteriate politiche urbanistiche ed ambientali nella mia città. Dopo anni di battaglie sono entrato attivamente (per caso e per caos) in politica con le liste a 5 stelle e da dentro il palazzo ho imparato a temere il PD ancora di più scoprendone le logiche clientelari, il finto perbenismo, l’opacità e gli affari che si celavano dietro l’attività di gestione del territorio. Nel frattempo il mio movimento cresceva ed io ne diventai l’esponente principale e maggiormente conosciuto in Italia. Questa posizione mi portò ad avere un rapporto molto stretto con Grillo e con la famiglia Casaleggio. Nel 2011 per via di questa vicinanza presi contezza della loro cattiva fede e di una opacità ancora peggiore di quella che avevo conosciuto combattendo il PD nel sistema di potere della mia città. Per me era diventato evidente come giocassero sporco e che la loro idea di politica coincidesse con quella del marketing. Stavano tradendo le nostre idee iniziali, in cui la partecipazione politica di massa doveva servire per costruire un’idea di società alternativa a quella raccontata a destra e a sinistra nel parlamento; stavano invece usando l’iperdemocrazia del web per mantenere il loro personale controllo e la loro edulcorata dittatura. Il superamento della destra e della sinistra lo stavano risolvendo diventando sia di destra che di sinistra. Vecchi “must” del populismo di sinistra insieme a qualche ovvietà demagogica di destra. Il cocktail vincente era servito anche se nulla di nuovo era stato creato. Procure e partiti esistenti fecero il resto per farli vincere. Un esercito di yesman pronti a tutto pur di svoltare la loro vita e le purghe ai dissidenti gli consentirono di controllare e dirigere a loro piacimento il destino di quella comunità politica, inizialmente nata serbando grandi speranze ed entusiasmi e poi resa incapace sia di autoguidarsi dal basso sia di edificare un pensiero politico compiuto e coerente, che potesse fargli da bussola nelle difficili scelte che via via negli anni dopo lo sbarco nella politica nazionale si sarebbero presentate. I risultati di questa impreparazione (voluta coscientemente) li vedete oggi. Io li avevo pronosticati da tempo. Ho fatto di tutto in questi anni per espiare le mie colpe inziali, contrastandoli come potevo. Oggi questi due partiti che tanto ho contrastato e combattuto hanno deciso di unirsi in un governo. Hanno preso come scusa Salvini, il cui folklore (rottura del protocollo, frasi politicamente scorrette, Nutella) terrorizza solo chi realmente non ha i mezzi per leggere quello che in politica non si vede perché passa sottotraccia. Cito il folklore di Salvini perché se la motivazione e la riprova che sia un pericoloso fascista e razzista tanto da fare un governo col nemico storico, alla fine fossero solo i decreti sicurezza (in politica contano gli atti non le dichiarazioni) non si capirebbe come questo governo possa essere guidato da Conte, che in quanto presidente del Consiglio è il primo responsabile proprio di quei decreti. In cosa sono stati diversi da Salvini se non nel folklore? Salvini rivendica quello che fa, loro nascondono la mano. E’ qui la differenza, nel percepito, nella comunicazione. I’accordo politico della “svolta” giallorossa potrebbe sottoscriverlo chiunque tanto è generico e ridicolo. Se siete degli ambientalisti come me e leggete “green new deal” toccatevi subito i coglioni. Vuol dire che le cose si stanno mettendo non male, malissimo. In ogni caso ormai i programmi per le campagne elettorali si assomigliano tutti e non contano più nulla. Da oggi in poi in politica si potrà fare tutto e il contrario di tutto. Sembra un mondo ribaltato, dove i normali devono correre a nascondersi nei manicomi. Non è più un parlamento, è un locale di scambisti dove tutti vanno con tutti. Dopo oggi che senso avrà ancora votare? Due ribaltoni di tale portata (il primo è stato il governo gialloverde) nella stessa legislatura non sono mai accaduti nella nostra storia repubblicana e non sono politicamente sostenibili. Il primo aveva l’attenuante che tornando subito al voto il risultato sarebbe rimasto inalterato confermando lo stallo. Inoltre Lega e m5s avevano fatto opposizione insieme contro il PD. Su qualcosa almeno erano uniti. PD e 5s invece si sono sempre divisi su qualsiasi cosa facesse il loro antagonista.

Questo governo è oltre il trasformismo e nasce sotto la stella della vergogna. La democrazia parlamentare è la foglia di fico in cui nascondere l’avidità per il denaro delle persone e il desiderio di difendere il proprio status di parlamentare. Chi vorrebbe perdere altri 3 anni e mezzo a Disneyland?

Il partito che mai avrebbe fatto alleanze alla fine è stato quello che si è alleato con tutti. E’ la vera puttana del bordello.

Io preparo l’elmetto.

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