E’ una vicenda complicata ed oscura quella che vede Alessio Ossino e la sua famiglia combattere una battaglia senza quartiere e senza pace contro un’esecuzione immobiliare ed il giudice che l’ha promossa e conclusa. L’oggetto del contendere è, infatti, la casa di famiglia degli Ossino. Un immobile che si trova ad Ognina a Catania e che è stato posto in vendita ed acquistato con asta giudiziaria circa sette anni fa. Da quel momento gli Ossino, compreso il cantante neo melodico Alessio, vivono come nomadi tra B&B messi a disposizione del Comune di Catania e sistemazioni transitorie. Una famiglia distrutta e smembrata che non vive più sotto lo stesso tetto. Alessio Ossino fa il cantante neomelodico, come abbiamo già detto, ma non può più dedicare molto tempo e concentrazione alla sua passione ed al suo lavoro, impegnato com’è nella lotta per il riconoscimento del diritto che lui è convinto sia stato violato. Oggi ha appena concluso il suo sciopero della fame, ultima risorsa, durato due giorni e sospeso su indicazione del medico dell’Ospedale presso il quale è ricoverato. Più volte intervistato, Ossino non ce la fa più e con lui la sua famiglia, mentre comincia a serpeggiare la paura che questa battaglia difficilmente potrà essere vinta.

QUEL DEBITO RESIDUO LIEVITATO DA 34 MILA AD 800 MILA EURO!

L’immobile della famiglia Ossino viene venduto all’asta per un debito di 34 mila euro, un residuo mutuo contratto con una banca a Catania. Ben poca parte di debito rispetto al mutuo originario, ma comunque non pagato e dunque costituente diritto per l’istituto bancario ad azionare l’ipoteca e provvedere alla vendita immobiliare all’incanto. Un debito però che poteva certamente essere rimodulato e che la banca, prima di lasciare una famiglia senza casa, peraltro pagata già per la massima parte, poteva concordare con piano di rientro in accordo con il giudice che ne ha curata la vendita e che invece è inspiegabilmente lievitato fino a raggiungere un valore che ha dell’incredibile, passando da 34 mila euro fino a superare gli 800 mila ! 

IL GIUDICE SOSPESO DAL MINISTRO E LA DOPPIA VENDITA CON DENUNCIA PER TRUFFA

Ed è proprio qui che la vicenda diventa oscura e che si ammanta di risvolti gravissimi, secondo l’avvocato Monica Catalano, legale della famiglia Ossino, che sta curando il risvolto penale della storia. La “colpa” della “frettolosa” vendita dell’immobile secondo gli Ossino starebbe in capo proprio al giudice Maria Fascetto Sivillo, 62 anni, magistrato con trent’anni di esperienza al Tribunale della Sezione Civile di Catania. Gli Ossino l’hanno denunciata per abuso e l’avvocato Catalano ritiene che vi siano gli estremi per procedere: “Abbiamo denunciato la dottoressa Fascetto Sivillo ma non riusciamo ancora a sapere a che punto siano le indagini. La procedura con la quale si è proceduto alla vendita ci lascia alquanto perplessi anche perchè ci risulta, e ne abbiamo prova, che il Presidente del Tribunale di Catania, all’epoca dei fatti, aveva anche bloccato la vendita dell’immobile della famiglia Ossino, ma il giudice Maria Fascetto Sivillo ha comunque proceduto all’incanto e venduto la casa degli Ossino“, dice l’avvocato Catalano. “Ma c’è di più, continua Monica Catalano, l’immobile, infatti, immediatamente dopo la vendita all’asta è stato rivenduto ad un terzo compratore in totale bunoa fede, che però ha evidentemente ravvisato procedure non chiare, tanto che ha denunciato il venditore, vincitore dell’asta, per truffa“. 

la figura del giudice esecutore, la dottoressa Maria Fascetto Sivillo, è, tra l’altro, anch’essa “oscurata” da una richiesta di sospensione eclatante, avanzata dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha chiesto al CSM di sospendere la Sivillo dalla propria funzione. Ciò che ha spinto il Ministro a questa richiesta alquanto “pesante” per la carriera del magistrato starebbe nei contenziosi apertisi nell’assegnazione dei fascicoli. “Il Ministro Bonafede si è limitato a recepire acriticamente solo ‘note’ avanzate nei miei confronti” dichiara alla stampa il giudice Fascetto Sivillo nel mese di aprile di quest’anno, ma la procedura va avanti e si conclude. E’ così che la giudice denuncia per abuso il Ministro Bonafede, ma la sua denuncia potrebbe ritorcersi contro di lei, in quanto se archiviata si potrebbe configurare un procedimento contro di lei per calunnia.

EPILOGO: GIUSTIZIA

Oltre le ombre e le sofferenze della famiglia Ossino, dietro la compromissione della carriera di un giudice che da trent’anni opera nel Tribunale di Catania, dietro le cause civili ed i procedimenti penali, resta un giovane e la sua famiglia che lottano contro un procedimento di vendita giudiziaria ormai concluso e definito. Sono senza casa gli Ossino e molto probabilmente non riusciranno a rientrare nella propria casa tolta loro per soli 34 mila euro che sono diventati quasi 800 mila. Ed è questo il punto: come è potuto accadere? Come può lievitare a tal punto un debito? E come si può togliere l’unica casa di residenza ad una famiglia senza chiedersi se, visto l’esiguo debito, non vi sia un’altra strada possibile? Perizie, procedimenti, aste e spese hanno fagocitato l’unico tetto della famiglia Ossino. Questa è la realtà. Sui fatti e sulle ombre sarà la Magistratura a fare certamente chiarezza nel procedimento penale che vede contrapposti gli Ossino e la giudice Fascetto Sivillo. Come sottofondo, però, suona forte quella canzone di Alessio che canta “Justice”, giustizia invocata da oltre 7 anni.

FOnte Vocedipopolo.it

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