TOGLIETE QUELLA TARGA! – Ad Agrigento è conosciuta come “La rotonda degli scrittori” per la sproporzionata e brutta targa che si erge nel mezzo, che ricorda il percorso letterario che va da Pirandello a Sciascia passando per Camilleri ed altri. La rotonda è a poca distanza dalla Valle dei Templi. Rotonda che si è dimostrata mortale in varie occasioni, con incidenti a ripetizione. Assai probabile che la brutta e imponente targa (chi ha permesso che venisse issata?) in qualche caso sia stato elemento di distrazione. Quindi, meglio toglierla, ci guadagneremo in sicurezza e in sobrietà. Loro, gli scrittori, erano assai intelligenti, non hanno gradito ed ora gradirebbero che a ricordarli siano i loro libri, non la vanità di qualcuno e il cattivo gusto di chi pure sciupa i soldi.

Onofrio Dispenza

Non sempre i libri aiutano a migliorarsi, a raffinarsi.

Esempio emblematico la qui contestata abnorme bruttura, condivisa da certi ambienti intellettuali, che nulla ha a che vedere con la cultura.

La cultura intesa come mezzo che affina le menti e dunque anche il gusto.

Leonardo Sciascia, per esempio’, tento’ di educarci con il suo amore per gli acquerelli, le acqueforti, le acquetinte.

Il buon gusto, rappresentato dalla sobrieta’, dalla misura, dallo stile , dal tocco, dall’apprezzare la delicatezza delle cose.

E noi che facciamo per ricordarlo? l’opposto; grossolane sconcezze giustificate da mille ragionamenti.

Discorsi su principi di sviluppo del territorio, del proficuo, quanto discutibile, connubbio con quel mondo “imprenditoriale” a cui interessano forse meno i libri, di Pirandello e Sciascia, e piu’ come risparmiare qualche metro cubo di cemento armato.

Ho pensato che certi spropositi, come l’enorme cartellone della rotonda degli scrittori, sono causa di una sorta di idolatria sociale, che prescinde dalla positivita’ del messaggio letterario, dal discernimento.

Tornando alla nostra bruttura, paragomabile solo alle magnificenze rappresentate da certi cartelloni presenti un tempo lungo le strade della Gheddafiana Tripoli, non e’ accettabile che quel cartellone in lamiera rappresenti lo sviluppo territoriale che va a braccetto con la cultura; in considerazione del fatto, visti i numerosi incidenti di cui e’ causa la rotonda detta degli scrittori, che nel frattempo e’ divenuta simbolo di pericolo ed dunque di inefficienza.

Giovanni Salvo

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