L’Ati, l’assemblea territoriale idrica agrigentina, ha deliberato, “a valle”, che il servizio idrico nell’Agrigentino sarà gestito da un’azienda speciale consortile e non più da una società per azioni, a tutela del principio dell’acqua pubblica e contro le occasioni di profitto. Tuttavia, “a monte”, fin quando l’acqua sarà venduta solo e sempre da SiciliAcque a 70 centesimi a metro cubo, “a valle” poco se non nulla cambierà in termini di costi di gestione. Tale concetto è stato più volte ribadito a scanso di facili retoriche sull’acqua pubblica.

Rispondi