Si tratta di imprenditori di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e funzionari di Catania.

CATANIA – Corruzione, scattano nuovi arresti della Guardia di Finanza, sono coinvolti funzionari dell’Anas, area compartimentale di Cataniae imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento, tutti indagati, “in concorso – scrivono gli inquirenti – per corruzione perpetrata nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale”.
Si tratta della seconda parte dell’operazione Buche d’oro, eseguita sotto il coordinamento della Procura di Catania, che ha già portato all’arresto di alcuni dirigenti Anas che, dopo l’esecuzione della misura, hanno iniziato a collaborare.

L’INDAGINE – Ci sono mesi di registrazioni agli atti della Procura e i verbali di funzionari Anas e imprenditori. Uno di loro, in particolare, ha deciso di collaborare, si tratta dell’ingegnere Giuseppe Romano, classe 1971, responsabile manutenzione programmata dell’area tecnica compartimentale di Catania dell’Anas, dalla quale dipendono tutti gli appalti della Sicilia orientale. Romano è finito agli arresti domiciliari, misura corrispondente, come richiesto dalla Procura, alle “esigenze cautelari” che, nel suo caso, sono affievolite, visto che “ha reso un’ampia confessione disvelando la rete corruttiva – ha ribadito la Procura – nella quale erano coinvolti anche altri funzionari dell’Anas e numerosi imprenditori”.

Il mercimonio e la dazione delle ulteriori tangenti trovavano linfa in illegittimi risparmi di costi consentiti alle imprese che, in accordo con capi centro, capi nucleo e R.U.P. dell’Area Tecnica Compartimentale di Catania (ANAS), scovavano, tra le pieghe dei capitolati tecnici dei lavori loro affidati, ampi margini di “manovra” individuando le lavorazioni da non effettuare o da realizzare solo in parte; i pubblici ufficiali coinvolti così piegavano i loro poteri discrezionali di vigilanza e controllo orientandoli al perseguimento di scopi criminali, in totale dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco. Il profitto conseguito era pari a circa il 20% dei lavori appaltati e veniva assegnato per un terzo ai dipendenti ANAS corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori.

I NOMI È stato tratto in arresto e condotto in carcere:

il geometra Gaetano Trovato (cl.1965), dipendente A.N.A.S., Capo Nucleo B del Centro di manutenzione A dell’Area Tecnica Compartimentale, competente nella manutenzione ordinaria e straordinaria della SS 192 della Valle del Dittaino (EN) e SS 284 (Occidentale etnea).

Sono, invece, stati posti agli arresti domiciliari:

Salvatore Truscelli (cl.1963), rappresentante legale della “TRUSCELLI SALVATORE SRL”, esercente “altre attività di lavori specializzati di costruzione” con sede a Caltanissetta, con un volume d’affari annuo superiore ai 5 milioni di euro;

Pietro Matteo Iacuzzo(cl. 1969), rappresentante legale della “ISAP SRL”, esercente l’attività di “strade, autostrade e piste aeroportuali” con sede a Termini Imerese (PA), con un volume d’affari nel 2018 superiore a 17 milioni di euro;

Roberto Priolo (cl.1971), rappresentante legale della “PRIOLO SRL” esercente l’attività di “lavori edili e restauri” con sede a Ciminna (PA), con un volume d’affari annuo di circa 1 milione di euro;

Calogero Pullara (cl.1979), titolare dell’omonima ditta individuale, esercente l’attività di “lavori edili e stradali, lavori di terra con eventuali opere connesse in muratura e cemento armato di tipo corrente, demolizione e sterri, opere speciali in cemento armato, lavori di tinteggiatura e verniciatura, costruzione”, con sede a Favara (AG), con un volume d’affari annuo di circa 1 milioni di euro.

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