“Montante” tra Casagni e Bolzoni

A Roma, a palazzo San Macuto, sede della Commissione nazionale antimafia, il primo a presentarsi al cospetto dei commissari parlamentari è stato il giornalista siciliano Gianpiero Casagni, ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sul “Sistema Montante” appena intrapresa dalla Commissione presieduta dal 5 Stelle, Nicola Morra. Casagni è stato insieme ai colleghi di “Repubblica”, Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, il primo a rivelare l’indagine in corso a carico di Montante. E, verosimilmente per tale ragione, lui e Bolzoni, convocati entrambi dall’Antimafia, sono stati “spiati” (tra virgolette), ovvero avrebbero subito il “dossieraggio di ricatto” ad opera del “Sistema Montante” e, a fronte di ciò, sono parte civile al processo in corso a Caltanissetta contro Montante e la sua presunta rete affaristica e di spionaggio. E in commissione nazionale antimafia, Gianpiero Casagni tra l’altro ha dichiarato: “Questa vicenda ha completamente stravolto la mia vita lasciandomi senza lavoro. E’ una vicenda di cui non vuole parlare nessuno. L’informazione ha un ruolo importante. E’ stata una concorrente esterna all’organizzazione di Montante. Dal 2014 sono stato oggetto e destinatario di accuse mostruose da cui mi sono dovuto difendere da solo. Sono stato, con altre due persone, le parti che hanno subito più danni in questa storia: sono stato emarginato, isolato e considerato un pazzo. Chi doveva tutelarmi, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, è stato muto, sono stati addirittura avviati due procedimenti disciplinari contro di me, tutto è stato poi ovviamente archiviato. Antonello Montante intercettato diceva: ‘Dobbiamo cafuddare (picchiare) prima Centonove, a Repubblica pensiamo dopo’. E’ stato un vero attacco alla libertà. Ricordo un mio articolo su Montante, mai pubblicato dal settimanale ‘Panorama’ attraverso il suo ex direttore Giorgio Mulè. E Mulè ebbe uno scambio di lettere con Montante nell’autunno del 2014. Proprio l’ex direttore di Panorama ha informato Montante dell’articolo da me proposto, evidenziandolo come un indicibile pezzo di stampa”. E a conclusione del primo giorno di audizioni, il presidente Morra ha commentato così: “Abbiamo cominciato il ciclo di audizioni sul caso Montante con il giornalista Gianpiero Casagni. Il quadro che emerge è inquietante e desolante. La condanna in primo grado di Montante non segna la fine di uno dei capitoli più inquinati della recente storia italiana, anzi. Emergono complicità e silenzi molto più ramificati e profondi. Il coraggio di chi ha svolto con rigore il proprio lavoro di cronista, come Casagni e Bolzoni, ha permesso alla Commissione anche di ricevere moltissima documentazione inedita che aiuta a fare luce sulle troppe amicizie compromesse che legavano Montante ad insospettabili. Andremo avanti con le audizioni sperando che si sollevi questo pesante velo di silenzio”.

 

fonte teleacras Ruoppolo

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