LE VILLE DEI ‘VIP’ A REALMONTE: OSTAGGIO DELLA (IN) GIUSTIZIA AGRIGENTINA. Lettere agli amministratori di Realmonte ed al Presidente Musumeci

LA STORIA MALEDETTA E MEMORABILE DELLE VILLE CHE STAVA COSTRUENDO, VICINO ALLA SCALA DEI TURCHI, L’IMPRENDITORE CARISTIA.

Lettera aperta dell’imprenditore siracusano Gaetano Caristia indirizzata al sindaco ed alla Giunta, ai consiglieri comunali ed ai funzionari del Comune di Realmonte

Al sig. Sindaco Ing. Calogero Zicari – 1

All’assessore Rita Arcuri – 2

All’assessore Grazia Bartolomeo – 3

All’assessore Paolo Salemi – 4

All’assessore Giuseppa Barba – 5

Al Presidente del Consiglio Felice Vaccaro – 6

Al Consigliere Gloria Di Mora – 7

Al Consigliere Elisabetta Bussi – 8

Al Consigliere Maria Frumusa – 9

Al Consigliere Giuseppe Lattuca – 10

Al Consigliere Emanuele Fiorica – 11

Al Consigliere Filippo Sanfilippo – 12

Al Consigliere Carmelo Siracusa – 13

Al Consigliere Giovanni Pilato – 14

Al Consigliere Sara Iacono – 15

Al Consigliere Giorgia Farruggia – 16

Al Consigliere Vincenzo Taormina – 17

Al Consigliere Antonino Sciarrone – 18

Al Consigliere Leonardo Fiorica – 19

Al Segretario Generale Dott.ssa Mercedes Vella – 20

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

Egregio Sig. Sindaco, Egregi Signori Assessori,

Egregio Sig. Presidente del Consiglio, Egregi Signori Consiglieri comunali, Preg.ma Dott.ssa Vella,

per la prima volta, da tanti anni che frequento la cittadina di Realmonte – per le ragioni che ben conoscete – mi rivolgo a tutti gli organi istituzionali del Comune e lo faccio con l’aggettivo “ Egregio” che, come certamente saprete, significa eccellente, ma che nella sua derivazione dal termine latino significa letteralmente “ che esce dal gregge” e che dunque ha pregi singolari.

E mi auguro che, finalmente, possiate uscire dal gregge al fine di difendere il Vostro territorio non certamente da me e dalle mie iniziative imprenditoriali ma da chi, negli ultimi 10 anni, ha calpestato i Vostri diritti e la Vostra capacità di autodeterminazione.

Non è necessario difendervi da me dal momento che la Procura della Repubblica di Agrigento ha bloccato le mie iniziative imprenditoriali e tutte le iniziative che, da ben 6 anni, ho cercato di portare avanti per avere restituita la mia dignità e per avere verità e giustizia.

E le mie battaglie nulla aggiungono al danno che organi istituzionali dello Stato stanno portando avanti nei confronti dei cittadini di Realmonte, della Vostra comunità, dei Vostri figli.

Da quanto, nel lontano settembre 2013 HO SOSPESO AUTONOMAMENTE I LAVORI per la realizzazione del cosiddetto “ Borgo Scala dei Turchi” in contrada Canalotto, mai i Sindaci che si sono succeduti, gli assessori, i Presidenti del Consiglio, i singoli consiglieri comunali, hanno mai preso pubblicamente posizione su quello che stava accadendo.

E’ stata aperta un’inchiesta durata 3 anni; sequestrato il cantiere, avviato il processo, è stata emessa una prima sentenza nell’ambito di un giudizio abbreviato, il processo ordinario continua nei confronti anche di funzionari del Comune di Realmonte, ma, da ben 6 anni, a difesa del Vostro territorio, nessuno ha il coraggio di dire nulla, di fare un intervento in Consiglio comunale, di inviare una lettera con una richiesta di chiarimenti alla Regione siciliana o all’Assessorato ai Beni Culturali.

E dire che il futuro del Vostro territorio dovrebbe starvi a cuore dal momento che è l’unica opportunità di sviluppo che un piccolo comune come il Vostro ha oggi per evitare che i Vostri figli abbandonino Realmonte.

Ma tutti quanti sembra abbiate deciso di arrendervi alla paura o addirittura al panico sol perché alcuni deficienti che hanno alzato innanzi alle loro porte di casa una tabella con su scritto “ Associazione ambientalista” passano il loro tempo a rompere le scatole a chiunque voglia investire sul Vostro territorio e poi sono pronti a costituirsi parte civile nei processi contro coloro che – come me e la mia azienda – vogliono creare condizioni di sviluppo per la Vostra terra.

Hanno a cuore le uova delle tartarughe Caretta Caretta ma se ne fottono altamente se ormai i Comuni di Realmonte e di Siculiana si stanno spopolando a vista d’occhio ed i Vostri figli sono costretti ad emigrare perché non trovano un lavoro.

E sono quegli stessi ambientalisti che, sul faro di Capo Rossello, hanno firmato un progetto per la realizzazione di un camping che, guarda caso, non è mai stato attenzionato dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

Procura della Repubblica che, con la Dott.ssa Antonella Pandolfi, l’ex Procuratore capo Renato Di Natale e il suo vice Ignazio Fonzo, l’attuale Procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio, da una decina d’anni tiene in ostaggio il Vostro territorio decidendo arbitrariamente di fottere il sottoscritto ma di salvaguardare l’ex Presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro o l’Arch. Giuseppe Nisi, fratello della compagna del Procuratore Patronaggio.

Tutti avremmo commesso lo stesso reato.

Abbiamo edificato tutti con regolari concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Realmonte e tutti con Autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dalla Soprintendenza di Agrigento: Piani di lottizzazione, ville residenziali, capannoni agricoli.

E lo avremmo fatto su una fascia costiera vincolata da un decreto regionale, il Decreto dell’Assessore regionale ai BB.CC n. 5111 del 28 febbraio 1992 (poi prorogato) che imponeva un vincolo di INEDIFICABILITÀ ASSOLUTA TEMPORANEA su quei luoghi sino all’approvazione del Piano paesistico regionale.

Peccato che dal 1992 sino ad oggi, e sono passati 27 anni, il Piano paesistico regionale ancora non esiste e non è certamente rappresentato dal Piano d’ambito per pochi comuni della provincia di Agrigento tra i quali Realmonte.

Ma nonostante tutti avremmo commesso lo stesso reato insieme a me ed alla mia azienda, all’ex Presidente di Confindustria Catanzaro, al fratello della compagna del Procuratore, Arch. Giuseppe Nisi, altre centinaia di persone di Realmonte, Siculiana, Agrigento e tante altre comunità siciliane e non, L’UNICO CHE VIENE CHIAMATO A PAGARE PER QUESTO INSPIEGABILE REATO È IL SOTTOSCRITTO.

Dal momento che la Procura della Repubblica di Agrigento ha insabbiato, sin dal 2012, il procedimento penale nei confronti dell’ex Presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro che ha realizzato una lottizzazione abusiva in contrada Pergole, accanto la Torre di Monterosso e non ha assunto alcun provvedimento né nei confronti del fratello della compagna del procuratore Patronaggio, l’Arch., Giuseppe Nisi, né nei confronti di centinaia di altri soggetti che hanno costruito anche loro sulla fascia costiera vincolata, come il Dott. Giovanni Di Ballo, alto Dirigente della Polizia di Stato in contrada Giallonardo.

E il GUP Provenzano ancora, dopo 15 mesi dalla lettura del dispositivo di condanna in udienza, mi impedisce di esercitare i miei diritti di difesa, non depositando le motivazioni della sentenza.

SONO PASSATI 450 GIORNI.

Ma questa mia comunicazione non vuole essere una difesa del mio operato quanto piuttosto un richiamo alle Vostre responsabilità, quelle di amministratori, rappresentanti del popolo che dovrebbero difendere il proprio territorio.

Proprio pochi mesi addietro un Commissario regionale, l’Arch. Donatello Messina, Dirigente dell’Assessorato regionale Territorio, ha adottato il Vostro nuovo Piano regolatore generale, uno strumento urbanistico che potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per l’intero territorio provinciale.

Ebbene tutta la fascia costiera precedentemente vincolata dal Decreto assessoriale n. 5111/1992, vincolo che blocca qualsivoglia attività edificatoria, viene considerata dal nuovo piano come zona C, cioè come zona residenziale estensiva e dunque pienamente edificabile. E la carta dei vincoli, allegata al nuovo progetto di PRG, non fa cenno alcuno alla vigenza di tale decreto

Ma guarda caso, l’Ufficio tecnico, al momento in cui rilascia i certificati di destinazione urbanistica per gli immobili e i terreni presenti su quella fascia, indica come pienamente vigente ancora il DA n. 5111/1992.

Forse perché ha timore della Procura della Repubblica? Forse perché ha qualcosa da farsi perdonare?

Forse perché siede in Consiglio il sig. Giovanni Pilato, segretario del Pubblico Ministero Antonella Pandolfi e già assessore all’Urbanistica nel passato?

Chissà qual è stato il contributo del sig. Pilato quale amministratore del Comune di Realmonte in materia urbanistica e chissà se durante il suo mandato si impegnava nell’interesse dei cittadini che l’hanno eletto o nell’interesse della Procura della Repubblica di Agrigento.

Anche il Tribunale amministrativo regionale si è già espresso su vicende analoghe a quelle di Realmonte ritenendo i vincoli imposti negli anni ’90 soggetti a termine di decadenza come in un caso relativo al Comune di Menfi (ricorso n. 2080/2018) o in un altro relativo al Comune di Lampedusa (ricorso n. 1697/2018).

Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio e Consiglieri comunali dovrebbero finalmente scegliere se a decidere delle proprie sorti e di quelle del proprio territorio, del proprio futuro, di quello dei propri figli, debba essere la Dott.ssa Pandolfi che insabbia l’inchiesta su Catanzaro o il Dott. Patronaggio che chiude gli occhi sugli abusi del fratello della compagna, o un semplice impiegato dello Stato come il segretario Pilato.

OPPURE, AVENDO CONTEZZA DEL PROPRIO RUOLO, DEBBANO ESSERE GLI AMMINISTRATORI DEL COMUNE CHIEDENDO FINALMENTE ALLA REGIONE SICILIANA UNA INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL TERMINE DI EFFICACIA DEL DECRETO ASSESSORIALE N. 5111/1992.

Io ho provato a chiederlo alla Regione siciliana con la nota che Vi allego relativa ad una risposta data dal Dirigente Generale dell’Assessorato regionale ai BB.CC al Sindaco di Lampedusa che chiedeva chiarimenti sull’efficacia di un decreto di vincolo analogo a quello di Realmonte.

La Regione rispose al Sindaco di Lampedusa che il vincolo, così come quello di Realmonte, era scaduto.

E’ troppo chiedere al Sindaco, alla Giunta comunale, al Presidente del Consiglio ed a tutti i consiglieri comunali di fare quello che fatto il Sindaco di Lampedusa?

Avendo ben presente che se il Decreto è ancora in vigore vanno buttate giù centinaia di ville su tutta la fascia costiera di Realmonte. E se non lo è più non si può aver paura di personaggi che, invece di affermare legalità e giustizia, la negano.

Vi allego, per ciascuno di Voi, copia della nota inviata dal mio legale al Dirigente dell’Assessorato regionale ai BB.CC unitamente a tutti gli allegati.

Si allega altresì per tutti i destinatari in epigrafe copia della pubblicazione “Storie di ordinaria ingiustizia” che riassume la scandalosa vicenda giudiziaria di “Borgo Scala dei turchi”.

Siracusa, 17 ottobre 2019

Gaetano Caristia

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