Proseguono le audizioni riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia, davanti alla Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia, presieduta dall’On. Claudio Fava.

Si sta indagando su una gestione della ‘munnizza’ in Sicilia che già nel 2010 era stata definita dall’allora Presidente della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sul Ciclo dei rifiuti, Gaetano Pecorella,  testualmente: ‘Una disfunzione ben organizzata… Un non ciclo fatto apposta per delinquere’ .

Uno dei  buchi neri di queste devastanti gestioni, palesemente illegittime ed illegali, è la mega-bomba ecologica gestita dai fratelli Catanzaro, uno dei quali, Giuseppe, è ancora sotto inchiesta a Caltanissetta per associazione a delinquere, corruzione ed altro ancora.

Si tratta di quel Giuseppe Catanzaro che sino al 2016, in un colloquio con Montante, intercettato, suggeriva allo pseudo paladino dell’antimafia, condannato il 10 maggio scorso a 14 anni di reclusione, come fare per sfuggire alle indagini per mafia che lo riguardavano.

Il Catanzaro suggeriva al Montante di fare come aveva fatto lui nel 2014, facendo segretare nelle varie sedi parlamentari proprio quegli atti di indagine che riguardavano la società di gestione delle loro mega discariche di famiglia.

Il Catanzaro suggeriva a Montante di adottare il suo stesso metodo, utilizzato nel 2014, quando tre senatori dei 5 Stelle, Campanella, Bocchino ed Orellana, su mia sollecitazione, presentarono un atto ispettivo indirizzato, tra gli altri, anche  all’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano. In quell’occasione venivano evidenziate una serie di illegittimità, presumibilmente commesse dalla famiglia Catanzaro e da alcuni funzionari regionali compiacenti, relative alla costruzione e gestione di due vasche, in territorio di Siculiana e Montallegro. Illegittimità per le quali, il fratello più grande di Giuseppe Catanzaro, Lorenzo, è tuttora sotto inchiesta presso il Tribunale di Agrigento. La capienza complessiva di tali vasche era ed è di 4 milioni ed ottocentomila tonnellate di rifiuti. Dal 2009 al 2016, quelle che a tutti gli effetti sono due nuove mega-discariche, la V3 e la V4, formalmente autorizzate facendo intendere che si trattava di un semplice ampliamento di una discarica pubblica preesistente, hanno consentito ai Catanzaro di fatturare alcune centinaia di milioni di euro. C’è da precisare inoltre che, sempre i Catanzaro, hanno sotterrato  svariati milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere, senza effettuare il pretrattamento chimico-biologico, previsto dalle norme ambientali.

Inoltre, l’originaria discarica pubblica, di cui si sono impossessati nel 2007,  è stata peraltro strappata ai comuni di Siculiana e Montallegro attraverso un’ingiusta violenza pseudo-antimafiosa, culminata in delle pretestuose inchieste per mafia a carico dell’allora sindaco di Siculiana, Giuseppe Sinaguglia e dei funzionari del comune che, per tali ragioni fu sciolto per mafia.

Nel 2012 quel malcapitato sindaco ed i suoi funzionari furono definitivamente assolti dalle accuse di mafia. Ma la discarica, anzi le discariche dei Catanzaro, rimasero allora e sono ancora oggi saldamente nelle loro mani, malgrado nel sito della Regione Siciliana esse risultino, tutt’oggi, delle discariche pubbliche…

Giuseppe Catanzaro ed i suoi fratelli non sono mai stati, di fatto, indagati da alcun ufficio giudiziario agrigentino e/o palermitano.

Già nel 2006, i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) presentavano un dettagliato esposto riguardante  sempre la creazione delle loro discariche, allora in fase embrionale. Ma tutti quanti lasciarono cadere quell’esposto, così come cadde nel dimenticatoio anche il già citato atto ispettivo presentato dai senatori Campanella, Bocchino ed Orellana del 2014. Mentre sempre nel 2014, come si ricorderà, l’allora assessore regionale con delega ai rifiuti, il magistrato Nicolò Marino,  fu spiato dal Montante e dal Catanzaro, e defenestrato dall’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, alcuni mesi dopo che aveva avviato un’indagine amministrativa riguardante proprio la gestione delle discariche di Siculiana e Montallegro. Dal canto suo, Giuseppa Catanzaro, in un colloquio con Montante, intercettato dagli inquirenti, cercava il numero di targa dell’auto del magistrato, non sappiamo per quali ragioni. Del resto, nel 2013, sempre Giuseppe Catanzaro, presentava un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento, nelle mani della Dott.ssa Brunella Sardoni, con cui denuncia di avere ricevuto delle presunte minacce, non si sa da parte di chi. Esposto che veniva trasmesso alla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. In materia di presunte minacce più o meno accertate, in precedenza i Catanzaro avevano dato abbastanza, soprattutto quando si impossessarono della discarica pubblica di Siculiana.  Troppe volte sono sfuggiti a quelli che, impropriamente, nel loro caso, possiamo definire ‘rigori’ della legge. E tutto ciò è stato possibile grazie all’intercessione del ministro Angelino Alfano e di altri loro santi protettori dentro e fuori Confindustria, dentro e fuori gli apparati dello Stato.

Grosso modo la stessa cosa di Siculiana è capitata anche a Scicli, con tanto di inchieste antimafia farlocche e scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. E’ infatti notizia di questi giorni che il sindaco Francesco Susino è stato definitivamente assolto dalle accuse di mafia. Anche Susino, come Sinaguglia e come il sottoscritto, se volete, siamo stati tutti quanti vittime dell’ ‘antimafia di la munnizza’, come ricordo nel mio libro pubblicato dall’editore Bonfirraro, ‘Il Sistema Montante’. 

E sempre per favorire la lobby dei rifiuti, che faceva capo a Confindustria Sicilia, quando era retta da Montante e Catanzaro…

Quello che segue è il calendario della audizioni in commissione regionale antimafia della prossima settimana:

12 NOVEMBRE 2019

ore 14:00
Dott. Valastro Gaetano, già dirigente generale del Dipartimento regionale acqua e rifiuti
ore 14:30
Dott. LUPO Marco, già dirigente generale del Dipartimento regionale acqua e rifiuti
ore 15:00
Dott. PIRILLO Maurizio, già dirigente generale del Dipartimento regionale acqua e rifiuti
 – 13 NOVEMBRE 2019 – 
ore 14:00
Dott. Susino Francesco, ex sindaco del comune di Scicli (RG)
ore 15:00
Ing. Armenio Domenico, già dirigente generale del Dipartimento regionale acqua e rifiuti
 – 14 NOVEMBRE 2019
 ore 11:00
Dott. Sinaguglia Giuseppe, ex sindaco del comune di Siculiana (AG)
 ORE 11:00
– Ing. Amato Pasquale, capo ufficio tecnico del comune di Siculiana (AG)

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