Nell’anno della fondazione di Agrigento,il 581 A.C. da quando i coloni greci,i geloi misero piede nella vallata agrigentina e resero grande questo territorio assieme a tutte le altre dominazioni,la città dei templi ha vissuto di storia millenaria e di testimonianze che sono indelebili urbi et orbi.

Oggi qualcosa è cambiato,iniziamo il 2020,l’anno dei duemilaseicento anni di storia di Agrigento già candidata a Capitale della Cultura Italiana nel peggior modo possibile.Vengo e mi spiego, in un’epoca dove l’indignazione è rimasta un optional,mi sono trovato a leggere una rivista dal titolo “Bellezze ed eccellenze Agrigentine”,che spero ancora non sia stata messa in commercio perché più che promozionare  e pubblicizzare il territorio agrigentino a livello turistico,è invece una pagina buia per la crescita e la credibilità della nostra prima ricchezza naturale,il turismo e chi risiede e ci abita con dignità.

Ebbene in questa rivista,nelle prime pagine esattamente alla tredicesima,leggo una descrizione della vita estiva agrigentina,dal titolo “Le Vie del Mare” con foto in bella mostra di perizomi,a dir poco imbarazzante,altamente offensiva e che narra di una Agrigento dove impazza e imperversa un mondo libertino,senza regole e dove l’attrazione sono abiti succinti,pochissima stoffa e donne e uomini dediti alla crapula e a una vita debosciata,dove alcool e richiami sessuali sono il dna della vita tra spiagge,discoteche e chioschi a mare che diventano una sorta di circo barnum dove non si conosce la parole limite,dove tutto è consentito.

Sinceramente non sono un bacchettone o un fustigatore di costumi e comportamenti,ma a tutto c’è un limite,se Agrigento 2020 inizia l’anno dei festeggiamenti inneggiando alla vita lussuriosa e peccaminosa in maniera distorta,io mi indigno.

In una terra che non è solo Agrigento e la sua provincia,dove è finito davvero il tempo pure per indignarsi? Speriamo che io non sia il solo a pensarla così.

Se per attirare i turisti si devono scrivere tra l’altro,con strafalcioni linguistici e frasi illeggibili,idiozie di questo genere,è meglio puntare solo sulla storia,le tradizioni e tutto quello che ci hanno lasciato dominazioni più illuminate e chiudere la libertà di scrivere a chi purtroppo ha dimostrato di non averne titolo.

Questa è la terra di vere eccellenze,da Empedocle,Pirandello,Sciascia,Camilleri e tanti altri,abbiamo tuttora eccellenze sparse in tutto il mondo ma per promozionare e pubblicizzare questa provincia certamente non abbiamo bisogno di queste perle turistiche che descrivono la vita agrigentina sfrenata peggio dei ritmi infernali di Ibiza o delle Cicladi dando un messaggio deformato e capovolto della realtà,quasi di istigazione al sesso mordi e fuggi.

Tra l’altro,oltre il logo Agrigento 2020 sia nella copertina sia sul retro,si ringrazia per la collaborazione i comuni di Agrigento,Palma di Montechiaro,Ribera e Menfi e la Pro Loco di Porto Empedocle con i rispettivi loghi,spero che abbiano letto bene i contenuti che sicuramente non sono per loro una grande sponsorizzazione del territorio.Ed è discutibile che i comuni citati in questo opuscolo,abbiano avallato attraverso i propri loghi almeno queste pagine di dubbio gusto,ancora sono in tempo per rimediare.

Noi,speriamo vivamente al netto di tutto che questa rivista e questa descrizione venga immediatamente corretta perché è ancora una volta pubblicità regressa per una provincia che invece può attirare turisti,sicuramente per bellezze ed eccellenze di altra natura.

Ribadiamo,il turismo è uno strumento importantissimo di crescita economica,occupazionale e di rilancio ma fatto in altri modi ed evitando di scrivere mi scuserete,cazzate che possono lasciare strascichi che non appartengono alla nostra storia passata,presente e futura.

Sbagliare è umano,perseverare è diabolico,abbiate la correttezza e l’onestà di strappare in mille pezzi quelle pagine perché questo non risponde al vero ed è pericoloso per tutto il movimento turistico agrigentino che è ben altro e lavora quotidianamente per affrancare questa terra da qualsiasi speculazione e immagine distorta.

Scusate ma le donne agrigentine sono altro e non hanno bisogno né di toppini,né di minigonne.

Anche perché in altri posti italiani dove sono stato da Canicattì a Belluno mi pare di avere intravisto sia le minigonne,sia i toppini,indumenti questi,considerati da questo opuscolo,quasi una esclusiva per la città di Agrigento.

L’uomo nel 2020 non ha certo bisogno del vedo-non vedo per accaldarsi e per dare un memorabile bacio a qualsiasi donna,anche perché tornando di 2600 anni indietro anche quando non esistevano toppini e minigonne,gli uomini come si riscaldavano  e frenavano i loro bollori senza opuscoli informativi sulle tecniche di abbordo delle donne ?

Sotto le parole che mi hanno lasciato molto,molto perplesso.

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fonte http://www.sicilialive24.it/2020/01/03/per-favore-ritirate-questa-rivistaquesto-non-e-turismo-agrigento-2020-parte-malissimo-le-donne-agrigentine-sono-molto-ben-altro/

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