Il Presidente della Commissione Antimafia Regionale, Claudio Fava, in occasione della presentazione di un libro su Leonardo Sciascia, sabato, ad Agrigento, ha parlato dell’ultima evoluzione dei sedicenti professionisti dell’antimafia, quelli di Sciasciana memoria. Si tratta dei ‘vittimisti dell’antimafia’ che, davanti ai microfoni ed alle telecamere dichiarano di essere condannati a morte dalla mafia, ed ai quali bisogna credere per fede, come se si trattasse della liquefazione del sangue di San Gennaro’. Fava ha sottolineato che bisogna fare un’attenta riflessione. Faccenda un po’ complicata questa, di cui si stanno occupando le Procure ed i Tribunali di Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Palermo. Ogni riferimento a Borrometi in questo caso, od ancora ad Antoci, crediamo che non sia del tutto casuale…  .  Alcuni ricorderanno ancora la storia del rocambolesco ed incredibile attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, di cui si è già occupata l’Antimafia Regionale presieduta da Fava, che ha pure stilato una puntuale relazione. Si tratta di una vicenda davvero emblematica, sotto certi profili assai dubbi. È la dimostrazione di come, in nome di una lotta alla mafia poco credibile, spesso si consumano degli eclatanti crimini, ad opera di ‘forze occulte’ che tentano di accreditare e legittimare quelle che, ben manipolate e protette, diventano delle intoccabili icone dell’antimafia. Tanto, se non si trovano i veri colpevoli o per meglio dire i complici della nuova e raffinata mafia di questo nostro terzo millennio, quella che recentemente è stata ribattezzata ‘massomafia‘ o ‘mafia trasparente‘ c’è sempre pronta la mafia quella tradizionale, quella dei pascoli, a fungere da esclusivo capro espiatorio, come è probabilmente avvenuto lassù, sui Nebrodi. Grazie ad Antoci. In questa stessa direzione sembrerebbe evolversi anche la vicenda-Borrometi. Ci riferiamo al giornalista d’inchiesta che è tra l’altro vicedirettore dell’AGI, l’agenzia di stampa dell’ENI, e che risulta vittima di una serie di intimidazioni, aggressioni ed attentati, di cui si stanno occupando le Forze dell’Ordine e la Magistratura, per accertarne la loro reale matrice. In uno dei casi che riguarda proprio il Borrometi, quello della presuta auto-bomba che la mafia avrebbe preparato per farlo saltare in aria, non più di qualche settimana fa, il Procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro ha scritto, alla Commissione Regionale Antimafia, che si è trattato, e lo riportiamo testualmente: ‘di un’interpretazione del Borrometi di cui non ci sono riscontri’.

Che dire, a questo punto, riguardo a chi grida sempre al lupo al lupo? Staremo a vedere se, anche per altri episodi del genere, denunciati dal Borrometi, si tratta di cose vere, verisimili o perfettamente confutabili.

Mancano infatti prove, documenti e testimonianze per dimostrare che tutto quello che è capitato di brutto, al nostro giornalista in carriera, è opera della mafia.

In caso contrario…

A seguire il video-servizio con interviste

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