In primis la salute di tutti . Sia chiaro, in momenti come questi, rimane indispensabile applicare ogni forma di intervento utile a fermare il virus. A “margine” di questa grave situazione sanitaria si trova la delicata crisi economica che inevitabilmente scatenerà un periodo di forte recessione.

Il Governatore Musumeci fa incazzare il Sole 24 Ore sugli assegni post-datati

Sanatoria sugli assegni post-datati? La pericolosa idea siciliana

Il governatore Musumeci: «È contro la legge, ma in questo momento vogliamo vedere in faccia la realtà?». Una prospettiva che causerebbe il blocco nel sistema dei pagamenti

La Regione Sicilia ha altre idee, e il presidente Nello Musumeci ne è promotore e interprete. Testualmente, da GDS: «C’è tanta ipocrisia, nessuno ha il coraggio di dire come stanno le cose. In Sicilia, forse anche altrove, gran parte delle piccole imprese lavora e acquista merci con assegni post-datati.

Il Governatore Musumeci che conosce bene la sua terra aveva proposto giorni fa, una specie di congelamento degli assegni bancari “post-datati” . Sono illegali. Lo sanno pure le pietre. Non ci prendiamo  in giro, possiamo affermare senza temere smentita che, il 60% circa dei pagamenti in Sicilia, nel settore commercio e nelle piccole imprese avviene con questo metodo. Ancora oggi  funziona cosi.Diciamolo francamente: molte trattative commerciali(anche in agricoltura) funzionano con questo sistema dell’ assegno post.

Un metodo usato anche per l’atavica mancanza di liquidità delle piccole aziende. L’assegno post-datato si è  sostituito alla vecchia cambiale. Questo metodo, ripetiamo ,non consentito dalla legge, viene applicato dagli imprenditori come una sorta di scommessa. In sintesi: ti faccio l’assegno a 30 , 60 o 90 giorni, perchè ritengo che alla scadenza avrò incassato i soldi per pagarti. In buona parte, queste promesse, vengono mantenute. Il rito dell’assegno che arriva e il direttore che chiama lo conoscono in tanti. Ci sono anche tanti protesti in tempi normali.Figuriamoci con l’emergenza

Questo  è il quadro  siciliano con tutte le difficoltà economiche conosciute . E’ l’operatività che si osserva nella normale situazione. Nell’era del coronavirus, dove tutto si è fermato e per ovvie ragioni, lo sfacelo economico è dietro l’angolo  per la mancanza di incassi e di lavoro.

Musumeci che è un ex bancario, sa come funziona e si è preoccupato subito. Non tutti i siciliani lavorano alla Regione o nei comuni.  Molta gente sbarca il lunario con il lavoro autonomo o con la piccola impresa. Il potere bancario ha subito pensato di bloccarolo e con  il Sole 24 Ore è arrivata la tirata alle orecchie di Musumeci.

Il Governo Nazionale, prendendo spunto da Ponzio Pilato,  ha fatto finta di non sentire , applicando la regola del “lavarsene le mani”.  La domanda è semplice: chi ha gli assegni  già emessi e in scadenza a fine marzo e fine aprile come  li pagherà se non lavora?

Funzionerà il buon senso dei creditori? Creditori che a loro volta avranno altre scadenze. E’ tutto un giro. Il rischio che a fine marzo ci saranno i primi “caduti” è alto. Molti non potranno onorare gli assegni e saranno protestati, con la conseguente iscrizione nella black list. Un dramma nel dramma. Su questi argomenti molti politici e diversi media sempre pronti a puntare il dito preferiscono non parlare. Certo, chi vive di stipendio pubblico, di rendita o con la pensioncina dei genitori, sa che può mangiare e bere. Facile criticare quando non si deve sudare la camicia per campare. Se non si interverrà sugli assegni a scadenza, si rischia il blocco di migliaia di attività che non falliranno solo per il coronavirus. Falliranno per una politica disattenta e piegata al potere delle banche. Se non si vuole incenerire quel poco di economia esistente al sud e in Sicilia, è necessario intervenire subito

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