Schiele, Klimt, Picasso, O’Keeffe, Mondrian, Munch sono alcuni degli artisti travolti dalla Spagnola e raccontati ogni giorno da Cramum sui social.

“Non siamo soli. E’ la storia dell’arte che ce lo insegna”

Milano dalla quarantena, 7 aprile 2020 – Tanti Maestri dell’arte hanno vissuto nel passato epidemie simili e peggiori a quella che stiamo vivendo oggi: da Tiziano con la Peste, a Munch con la Spagnola, alla più recente e mortale pandemia da AIDS. Questa l’intuizione di Sabino Maria Frassà, direttore artistico del progetto non profit milanese Cramum che ha deciso di raccontare sui social ogni giorno in modo semplice, veloce e costante le storie che si celano dietro ai grandi capolavori dell’arte nati/ideati e/o conseguenza delle grandi epidemie, non solo del passato.

Molti artisti raccontati purtroppo non ce l’hanno fatta (Schiele, Klimt, Apollinaire) ma ci hanno lasciato dei capolavori, come ad esempio l’opera “La Famiglia” in cui Schiele si ritrae prima di morire la moglie – vittima dell’epidemia – insieme al loro bimbo mai nato. Numerose però sono anche le storie degli artisti sopravvissuti all’epidemia che hanno cambiato vita e stile come Mondrian, O’Keeffe o Munch. L’esperimento è piaciuto, i follower crescono (oggi 17.000 crescono) e tantissimi sono le condivisioni, i commenti e le richieste di approfondimenti: “Le persone hanno bisogno di storie e di avere contatti” dice Frassà, che aggiunge: “siamo impegnati da anni nel promuovere arte e cultura e ho pensato che farsi assalire dall’angoscia fosse non solo sciocco, ma controproducente. Chi ha la fortuna e possibilità di avere un impatto sui social, che sono una delle poche forse di contatto tra le persone in quarantena, deve essere oggi più che mai responsabile e veicolare messaggi ponderati. Il nostro messaggio è semplice “siamo in un momento difficile, ma prima o poi ne usciremo e saremo forse anche migliori, come ce lo insegna anche la storia dell’arte: tanti dei capolavori che ammiriamo oggi sono frutto ad esempio della terribile epidemia Spagnola”. Non vogliamo negare la realtà, ma vivere insieme una giusta e responsabile paura, condividere l’esempio e le storie – anche di chi non ce l’ha fatta – del passato. Cogliamo poi l’occasione per far conoscere aspetti meno noti ma fondamentali per comprendere meglio artisti “famosi”, spesso banalizzati: dalla svolta del plasticismo di Mondrian arrivata dopo l’esser sopravvissuto alla Spagnola, a quella dell’astrazione di O’Keeffe, agli ultimi esperimenti espressionisti di Klimt”.

Infine tra le storie raccontate da Cramum spazio anche all’attuale pandemia raccontata dall’opera C19SH ideata da Lorenzo Marini in quarantena a Milano.

Aspettando di tornare a parlare delle mostre promosse da Cramum, l’appuntamento è ogni giorno sui canali social di cramum:
Instagram: https://www.instagram.com/cramum/
Facebook: https://www.facebook.com/cramum/

Cramum è un progetto non profit che sostiene le eccellenze artistiche in Italia e all’estero e che fa parte della Fondazione Cure Onlus. Progetto principale di cramum dal 2013 è il Premio cramum, nato per essere un talent-program per i migliori giovani artisti in Italia. Ogni anno il premio mette in mostra al fianco dei giovani artisti finalisti dieci artisti di fama internazionale, intellettuali, curatori, collezionisti e giornalisti. Negli anni il Premio è stato vinto da: Daniele Salvalai (2013), Paolo Peroni (2014), Francesca Piovesan (2015), Matteo Fato (2016), Giulia Manfredi (2017), Andreas Senoner (2018), Ludovico Bomben (2019). Dal 2015, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, Cramum diventa promotore di progetti di CSR (corporate social responsibility) nell’arte, affiancando aziende nazionali e internazionali in progetti di valorizzazione dell’arte e del design: nascono così le mostre con Ventura Projects e con il brand del design tedesco Gaggenau.

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