Coronavirus, in ginocchio l’esercito delle piccole e medie imprese
Il blocco totale dell’economia ha visto fermarsi la loro economia.

Le banche hanno fatto finta di nulla

 Un imprenditore siciliano che ha 10 dipendenti ci scrive: “Alla fine dell’emergenza c’è chi non potrà avere un conto attivo perchè protestato e non potrà assicurare un futuro alla sua azienda e a chi ci lavora. Nessuno lo dice ma in questi giorni molti piccoli imprenditori non hanno potuto assolvere alle chiamate del conto con gli assegni . La politica perde troppo tempo”

I veri danni, soprattutto in Sicilia, nessuno li può quantificare. Tutti parlano, tutti criticano ma quando il conto in banca sprofonda e non ci sono soldi è difficile andare avanti. Tutto quello che è stato promesso dal Governo non è arrivato a chi veramente aveva bisogno.

Intorno a noi, chiusi nelle loro case, ci sono imprenditori che non sanno come dire alla propria famiglia che non hanno soldi per fare la spesa, che presto non sapranno come andare avanti, che probabilmente saranno presto oggetto di  tutti i blocchi del protesto per l’assegno emesso  a marzo, ma che non potrà essere pagato», spiega il dottore commercialista S. M.  al  ns blog. Il commercialista aggiunge:” In Sicilia, ci sarà anche da considerare l’aspetto del controllo antimafia.  Se arriveranno i soldi in prestito dalle banche ci vorrà la verifica antimafia?  Se occorre richiederla è un grosso problema. I controlli servono. Ci mancherebbe.  In teoria li   dovrebbero fare le prefetture che hanno a disposizione centinaia di relazioni e informative.  Ogni territorio è ampiamente mappato da anni di attività investigativa. Loro già sanno chi è pulito. Lo facciano i prefetti e le forze dell’ordine prima della concessione dei prestiti il controllo. Se scatterà il meccanismo della certificazione antimafia da richiedere tutto non avrà senso. Ci vorranno mesi per averlo. Questo significa un ulteriore massacro per le aziende sane che no potranno ricevere aiuti a breve

Piccole e medie imprese, ma anche professionisti che sono e rischiano di restare fermi, anche nel post epidemia. Perché quando la legge permetterà di riaprire le attività, serviranno risorse di cui non tutti avranno disponibilità. Questa stasi imposta come misura per contrastare l’emergenza sanitaria da coronavirus, sta mettendo allo stremo le capacità finanziarie di tantissimi piccoli imprenditori. Si sta aspettando troppo tempo per rispondere con apposite leggi ad un’economia che, soprattutto per loro, sta andando a picco.In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro

Fonte: Economy

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